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Potenziamento dell'inceneritore, si va verso un'assemblea pubblica

Comitati e associazioni depositano in Provincia la richiesta di un incontro pubblico tra Amministrazione e cittadini, tornando all'attacco sulla determina che concede a Hera la possibilità di aumentare il quantitativo di rifiuti inceneribili

Gli amministratori della Provincia di Modena saranno chiamati ad indire un'assemblea, allo scopo di confrontarsi con i cittadini in merito alla famosa determina ferragostana che ha riacceso la polemica mai sopita sull'esistenza dell'inceneritore, ventilando l'ipotesi di arrivo di rifiuti da fuori regione. L'assemblea pubblica è il frutto di una richiesta di consultazione popolare – strumento previsto dall'articolo 10 dello Statuto – che cento cittadini hanno sottoscritto e inviato al Presidente Emilio Sabattini. Lo stesso Presidente dovrà ora valutare la legittimità della richiesta e procedere alla convocazione dell'incontro pubblico, durante il quale si preannunciano già nervi tesissimi.

A raccogliere le firme e guidare la protesta sono ovviamente i gruppi ambientalisti e lo storico comitato anti-inceneritore, sotto l'impulso dell'ex consigliere comunale di modenasaluteambiente.it Vittorio Ballestrazzi. “La provincia doveva convocare, dopo avere ricevuto la domanda da parte di Hera, le assemblee pubbliche per sentire il parere dei cittadini invece se ne è guardata bene dal farlo – spiega proprio Ballestrazzi – e, inserendo il cavillo della 'modifica non sostanziale', non ha aperto la procedura partecipativa che permette le osservazioni scritte di chi associazioni ambientaliste, comitati o altri soggetti. E non ha neanche pubblicato sul suo sito la domanda di Hera e la determina del 14 agosto”.

In attesa delle verifiche burocratiche, Ballestrazzi motiva così la scelta di ricorrere agli strumenti di consultazioni previsti tra gli istituti di partecipazione della Provincia: “Noi vogliamo fare entrare in campo la Politica con la P maiuscola e invitiamo il Presidente della Provincia e la Giunta provinciale a discuterne in assemblee pubbliche consultando i cittadini. Tutto il resto è noia – conclude l'ex grillino – Noia in attesa che l'Ente provincia venga soppresso. I cittadini di Modena e provincia hanno bisogno di persone in sintonia con il bene pubblico e i beni comuni, non di semplici passacarte e timbri di autorizzazione senza se e senza ma apposti su richieste e volontà maturate in sedi di società per azioni quotate in borsa”.

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