Maltempo. Bonaccini firma la richiesta di stato di emergenza nazionale

Ad oggi in Emilia-Romagna danni per 202 milioni di euro al patrimonio pubblico, di cui 45 per attività di soccorso alla popolazione, somme urgenze e primi interventi

Oltre 202 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico, di cui 45 milioni per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, per l’esecuzione degli interventi di somma urgenza e di quelli maggiormente necessari, oltre alle opere di riduzione del rischio e di messa in sicurezza. Il tutto a seguito dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna, tuttora in corso.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato e inviato questa mattina la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza nazionale al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

In particolare, la richiesta segue l’eccezionale maltempo, le mareggiate, le piene, le frane, la rotta del fiume Idice, del torrente Quaderna, del Savena Abbandonato, di numerosi canali di bonifica e altri dissesti, compresi i conseguenti gravi danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive, all’agricoltura e agli operatori del turismo costiero, che si sono verificati nella nostra regione dal 2 novembre scorso.

La prima stima dei danni indicata nella richiesta sarà affinata nei prossimi giorni, visto che la ricognizione prosegue e che per oggi la Protezione civile regionale ha diramato una nuova allerta rossa per il transito della piena del fiume Po e gialla per il rischio di frane nelle vallate parmensi e piacentine e per le mareggiate sul litorale ferrarese.

“Anche questa volta abbiamo voluto essere vicini alle persone e alle comunità colpite- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- affrontando l’emergenza e riducendo per quanto più possibile i disagi a cittadini e imprese. Uno sforzo collettivo che ha visto e che vede impegnati tuttora Protezione civile regionale, tecnici, volontari, i sindaci, i vigili del fuoco, le polizie locali e le forze dell’ordine. Anche la conta dei danni svolta in tempi rapidissimi ci permette già di inviare la richiesta di stato di emergenza e quindi di avviare le procedure che dovranno portare al risarcimento di tutti i danni, pubblici e privati, di cittadini, aziende e attività economiche. Chiedo quindi al Governo altrettanta rapidità, per una risposta dovuta a chiunque sia stato colpito. Sapendo che la Regione, come già avvenuto in passato, farà la sua parte in prima persona anche sul fronte dei risarcimenti".

“Sono già in corso interventi urgenti per un valore di oltre 15 milioni per far fronte immediato ai danni del maltempo di questi giorni- sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo- l’intero sistema di Protezione Civile, che ringraziamo, ha operato con efficacia lavorando in modo integrato dall’inizio di novembre, così come gli interventi di prevenzione attuati hanno evitato danni maggiori. Prosegue senza sosta il monitoraggio della piena del Po nell’arco delle prossime 36 ore. Ci aspettiamo che venga riconosciuto lo stato di emergenza di rilievo nazionale con le risorse necessarie a far fronte ai danni pubblici, privati e delle nostre imprese”.

Gli interventi in emergenza

Dal 2 al 20 novembre sono state diramate 17 allerte: 4 di livello rosso, 5 arancione e 8 giallo per criticità idraulica, idrogeologica, per temporali, vento, neve, stato del mare e criticità costiera.

Le allerte, i superamenti di soglia idrometrica e i documenti di monitoraggio sono stati comunicati al sistema di protezione civile attraverso l’invio di circa 48.000 sms. I centri operativi hanno lavorato 24 ore su 24 per gestire e fronteggiare le situazioni critiche, in coordinamento con le Prefetture, i Comuni, il Volontariato di Protezione civile, i Vigili del Fuoco (che hanno effettuato circa 800 interventi), le squadre dell’esercito (a supporto del monitoraggio degli argini dei fiumi interessati dalle piene) e i Consorzi di bonifica.

Maltempo. Bonaccini firma la richiesta di stato di emergenza nazionale, già inviata al Governo: a oggi in Emilia-Romagna danni per 202 milioni di euro al patrimonio pubblico, di cui 45 per attività di soccorso alla popolazione, somme urgenze e primi interventi

Necessario anche per avviare le procedure di risarcimento. Il presidente della Regione: "Al Governo chiedo rapidità per una risposta dovuta a chiunque sia stato colpito. La Regione pronta a fare la sua parte". Oggi e domani allerta rossa per il transito della piena del Po Allerta Gialla per frane nelle vallate parmensi e piacentine, e per rischio mareggiate sul litorale ferrarese. Gazzolo: "Già in corso oltre 15 milioni di interventi urgenti"

Bologna – Oltre 202 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico, di cui 45 milioni per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, per l’esecuzione degli interventi di somma urgenza e di quelli maggiormente necessari, oltre alle opere di riduzione del rischio e di messa in sicurezza. Il tutto a seguito dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna, tuttora in corso.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato e inviato questa mattina la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza nazionale al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

In particolare, la richiesta segue l’eccezionale maltempo, le mareggiate, le piene, le frane, la rotta del fiume Idice, del torrente Quaderna, del Savena Abbandonato, di numerosi canali di bonifica e altri dissesti, compresi i conseguenti gravi danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive, all’agricoltura e agli operatori del turismo costiero, che si sono verificati nella nostra regione dal 2 novembre scorso.

La prima stima dei danni indicata nella richiesta sarà affinata nei prossimi giorni, visto che la ricognizione prosegue e che per oggi la Protezione civile regionale ha diramato una nuova allerta rossa per il transito della piena del fiume Po e gialla per il rischio di frane nelle vallate parmensi e piacentine e per le mareggiate sul litorale ferrarese.

“Anche questa volta abbiamo voluto essere vicini alle persone e alle comunità colpite- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- affrontando l’emergenza e riducendo per quanto più possibile i disagi a cittadini e imprese. Uno sforzo collettivo che ha visto e che vede impegnati tuttora Protezione civile regionale, tecnici, volontari, i sindaci, i vigili del fuoco, le polizie locali e le forze dell’ordine. Anche la conta dei danni svolta in tempi rapidissimi ci permette già di inviare la richiesta di stato di emergenza e quindi di avviare le procedure che dovranno portare al risarcimento di tutti i danni, pubblici e privati, di cittadini, aziende e attività economiche. Chiedo quindi al Governo altrettanta rapidità, per una risposta dovuta a chiunque sia stato colpito. Sapendo che la Regione, come già avvenuto in passato, farà la sua parte in prima persona anche sul fronte dei risarcimenti".

“Sono già in corso interventi urgenti per un valore di oltre 15 milioni per far fronte immediato ai danni del maltempo di questi giorni- sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo- l’intero sistema di Protezione Civile, che ringraziamo, ha operato con efficacia lavorando in modo integrato dall’inizio di novembre, così come gli interventi di prevenzione attuati hanno evitato danni maggiori. Prosegue senza sosta il monitoraggio della piena del Po nell’arco delle prossime 36 ore. Ci aspettiamo che venga riconosciuto lo stato di emergenza di rilievo nazionale con le risorse necessarie a far fronte ai danni pubblici, privati e delle nostre imprese”.

Gli interventi in emergenza

Dal 2 al 20 novembre sono state diramate 17 allerte: 4 di livello rosso, 5 arancione e 8 giallo per criticità idraulica, idrogeologica, per temporali, vento, neve, stato del mare e criticità costiera.

Le allerte, i superamenti di soglia idrometrica e i documenti di monitoraggio sono stati comunicati al sistema di protezione civile attraverso l’invio di circa 48.000 sms. I centri operativi hanno lavorato 24 ore su 24 per gestire e fronteggiare le situazioni critiche, in coordinamento con le Prefetture, i Comuni, il Volontariato di Protezione civile, i Vigili del Fuoco (che hanno effettuato circa 800 interventi), le squadre dell’esercito (a supporto del monitoraggio degli argini dei fiumi interessati dalle piene) e i Consorzi di bonifica.

Sul territorio

Per fronteggiare le emergenze, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha messo in campo 450 squadre di organizzazioni di volontariato.

Nelle aree di pianura, da inizio mese al 19, il totale delle piogge registrate è risultato il doppio del valore climatologico dell’intero mese di novembre, mettendo sotto stress il sistema del reticolo secondario e consortile. Precipitazioni intense hanno riguardato tutta la regione e hanno generato eventi di piena fluviale ravvicinati. I bacini di maggiori dimensioni interessati sono stati quelli del Secchia, Panaro e Reno con numerose criticità, fino alle rotture arginali dell’Idice nel Comune di Budrio e del Quaderna a Medicina e all’esondazione del Savena Abbandonato a Baricella, che hanno portato all’evacuazione di circa 220 persone e provocato danni alla linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore.

Nei territori collinari e montani si sono verificate frane e smottamenti soprattutto nel modenese mentre la costa è stata interessata da livelli molto alti di marea e da mareggiate che hanno prodotto danni a infrastrutture e difese costiere.

Per fronteggiare le emergenze, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha messo in campo 450 squadre di organizzazioni di volontariato.

Nelle aree di pianura, da inizio mese al 19, il totale delle piogge registrate è risultato il doppio del valore climatologico dell’intero mese di novembre, mettendo sotto stress il sistema del reticolo secondario e consortile. Precipitazioni intense hanno riguardato tutta la regione e hanno generato eventi di piena fluviale ravvicinati. I bacini di maggiori dimensioni interessati sono stati quelli del Secchia, Panaro e Reno con numerose criticità, fino alle rotture arginali dell’Idice nel Comune di Budrio e del Quaderna a Medicina e all’esondazione del Savena Abbandonato a Baricella, che hanno portato all’evacuazione di circa 220 persone e provocato danni alla linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore.

Nei territori collinari e montani si sono verificate frane e smottamenti soprattutto nel modenese mentre la costa è stata interessata da livelli molto alti di marea e da mareggiate che hanno prodotto danni a infrastrutture e difese costiere.

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