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Riduzione di capitale, il Comune recupera 2,5 milioni dalle Farmacie Comunali

Approvata in Consiglio comunale la riduzione del capitale sociale. L’assessore Giuliana Urbelli: “Nuove risorse per manutenzione del territorio ed Expo”

Saranno utilizzati per realizzare investimenti nel 2015 gli oltre due milioni e mezzo di euro che il Comune ricaverà dalla riduzione del capitale sociale di Farmacie comunali di Modena spa. L’operazione, che non altera l’equilibrio finanziario dell’azienda di cui il Comune possiede quasi il 51 per cento delle azioni, è stata presentata in Consiglio comunale oggi, lunedì 3 novembre, dall’assessora alla Sanità e al Welfare Giuliana Urbelli insieme a due modifiche statutarie che, insieme alla riduzione del capitale sociale, dovranno essere approvate dall’assemblea straordinaria della società convocata per il 17 novembre.

“Farmacie spa – ha spiegato l’assessora Urbelli – può contare su di una liquidità valutata esuberante rispetto alle normali esigenze dell’impresa per un valore intorno ai cinque milioni di euro. Si tratta di eccedenza stabili di liquidità che possono essere utilizzate senza pregiudicare l’equilibrio finanziario, la regolarità della gestione corrente e gli eventuali sviluppi della società. La riduzione volontaria del capitale sociale da 25 a 20 milioni, attraverso una riduzione del valore nominale delle azioni, consentirà al Comune di incassare due milioni e 544 mila euro – ha aggiunto l’assessora – che verranno utilizzati per finanziare investimenti, manutenzioni stradali, ambientali e del territorio e per Expo 2015”.

Il valore delle azioni passerà da 2 mila e 1.600 euro e al Comune che ne possiede 6.361 (50,89 per cento) verrà rimborsato, appunto, il capitale equivalente per due milioni e 544 mila euro. Attualmente si tratta di risorse investite in prodotti finanziari a basso rischio “i cui rendimenti – è spiegato nella delibera – sono destinati a ridursi parallelamente alla flessione tendenziale dei tassi di mercato”.

Le Farmacie comunali oggi contano 13 sedi in città e 72 dipendenti. Sono impegnate attivamente al Piano di zona per la salute e il benessere sociale: dalle prenotazioni degli esami specialistici e di laboratorio al Cup (oltre 42 mila all’anno) agli esami del sangue e al controllo della pressione, fino agli sconti per la popolazione più debole e alla collaborazione nelle campagne informative e di educazione alla salute. Tra i progetti in corso anche quello di ampliamento degli orari per migliorare il servizio e l’apertura di ambulatori di medicina di gruppo nelle vicinanze delle farmacie. Il ricavo dalla vendite del 2013 è stato di 20 milioni e quasi 595 mila euro; l’utile netto di un milione e 171 mila euro, leggermente in calo rispetto al 2012 (un milione e 289 mila euro).

Le due modifiche statutarie riguardano l’introduzione della possibilità per l’azienda di svolgere anche vendita all’ingrosso di farmaci, un’attività consentita dalla legge fin dal 2006 con la conversione del decreto Bersani; l’adeguamento alle norme della legge 120 sull’equilibrio di genere negli organi sociali che, comunque, risultano già conformi alle disposizioni.

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