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Approvato il patto tra i soci modenesi di Seta, presto le nuove nomine

Via libera dal Consiglio comunale, serve a nominare il presidente della società. Prevista un’assemblea per garantire rappresentanza a tutti i Comuni. Filippi: “Dobbiamo assegnare un ruolo primario al trasporto pubblico locale come previsto già a partire dal Pums”

Verrà rinnovato il Patto tra i soci pubblici modenesi di Seta il quale prevede un meccanismo di concerto e condivisione per le nomine che, in base allo Statuto della società per il trasporto pubblico locale, spettano agli enti pubblici del territorio i quali rappresentano circa il 25 per cento degli azionisti della spa. In particolare, si tratta della nomina diretta del presidente del consiglio di amministrazione e di un sindaco supplente del collegio sindacale. Nell’assemblea dello scorso 28 maggio gli incarichi non sono stati rinnovati, semplicemente prorogati in attesa delle nomine.

Il Consiglio comunale di Modena nella seduta di oggi, giovedì 21 giugno, su proposta dell’assessora alla Mobilità Alessandra Filippi, ha approvato la nuova convenzione con il voto a favore di Pd, Art.1 – Mdp – Per me Modena, M5s e CambiaModena, astenuti FI e Lega Nord. Lo stesso provvedimento, che prevede gli strumenti per garantire un’adeguata rappresentanza anche ai soci minori dell’area modenese, in questi giorni è in discussione in tutti i Consigli comunali della provincia.

Il Comune di Modena possiede l’11 per cento delle azioni di Seta, la Provincia circa il 7 per cento. La quota rimanente intorno al 7 per cento è suddivisa tra gli altri 46 Comuni del territorio provinciale.

Duante il dibattito in aula, l'assessore Alessandra Filippi ha annunciato che nei prossimi giorni si procederà al rinnovo degli organismi dirigenti di Seta e con chi subentrerà "proseguiremo nello sforzo di migliorare il servizio di trasporto pubblico e di renderlo attraente e competitivo rispetto all’utilizzo dell’auto privata”.

“Un impegno determinante che dovrà assumere sempre più l’Amministrazione – ha proseguito – sarà quello di assegnare un ruolo di primaria importanza nel sistema della mobilità al trasporto pubblico locale. Ruolo previsto nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) in fase di redazione e in sinergia con il futuro Piano urbanistico generale, nel quale ad esempio è prevista la realizzazione dell’hub intermodale nel vecchio scalo merci e di ulteriori corsie preferenziali dedicate a bus e filobus, l’individuazione dei poli di attrazione attuali e futuri per rendere efficiente il sistema, la condivisione con i Comuni limitrofi degli assi portanti degli spostamenti extraurbani sia su ferro che su gomma, l’individuazione di ulteriori parcheggi scambiatori ai margini della città, la predisposizione nell’ex sedime ferroviario della Diagonale di uno spazio per un eventuale sistema di trasporto collettivo oltre a quello per la mobilità dolce”.

L’assessora ha poi espresso l’urgenza di un rinnovo del parco mezzi di Seta: “Il crollo dei trasferimenti statali avvenuto con la finanziaria del 2010 è ancora oggi una delle cause principali della sofferenza in cui versa il trasporto pubblico locale. Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, Regioni e Comuni sono in difficoltà nell’offrire servizi e mezzi di qualità e l’età media dei mezzi di trasporto è di 12 anni contro i 7 della media europea. È quindi importante – ha aggiunto – capire quali saranno le risorse che vorrà investire sul trasporto pubblico il nuovo Governo nazionale”.

Filippi ha poi evidenziato che una delle componenti che incide sull’efficienza dei mezzi pubblici è la velocità commerciale dei mezzi, determinata dalla presenza di infrastrutture dedicate al trasporto pubblico e dalle condizioni del traffico veicolare, rispetto al quale “in prospettiva bisognerà andare nella direzione di una limitazione dell’utilizzo dell’auto privata”.

Filippi, ricordando il percorso avviato “verso un’ipotesi di fusione di aziende di trasporto pubblico di diversi territorio per renderle più competitive rispetto alle future gare per l’affidamento del servizio”, ha poi evidenziato che “occorre fare di più: le aziende non possono garantire investimenti senza risolvere le incertezze relative alle gare e all’assegnazione dei corrispettivi regionali, i cui valori sono fermi dal 2014 e i cui criteri di ripartizione tra i vari territorio non sono chiari. Da questo punto di vista – ha aggiunto – sia l’Amministrazione sia Amo stanno facendo e continueranno a fare pressing sulla Regione”.

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