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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica

Province, sul riordino deciso dal Governo incombe la Corte Costituzionale

Nella conferenza stampa odierna a Palazzo Chigi, il Governo illustra l'assetto che avranno le nuove province italiane: il centrodestra geminiano esulta per Modena e Reggio, ma il 6 novembre potrebbe cambiare tutto

Il Governo presenta in conferenza stampa l'assetto delle nuove province italiane, il centrodestra locale esulta per essere riuscito ad "ottenere" la denominazione "Provincia di Modena e Reggio" ("Vincente la scelta di demandare al Governo, il quale ha optato per l'ordine alfabetico come criterio", ha detto il coordinatore provinciale Pdl Enrico Aimi), ci si accinge a leggere le sudate carte partorite da Palazzo Chigi, ma... tutto questo potrebbe risultare assolutamente inutile alla luce di quanto potrebbe succedere il prossimo 6 novembre. Tra poco più di una settimana, infatti, la Corte Costituzionale verrà chiamata a decidere, per l'appunto, sulla costituzionalità del decreto della spending review. A ostacolare il cammino del Governo in materia di riordino degli enti locali ci potrebbe essere l'articolo 133 della Carta: "Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni". In caso di "niet" da parte dei giuristi, il disegno del Ministro Patroni Griffi avrà lo stesso valore della carta straccia, altrimenti si andrà avanti con la ridefinizione del funzionamento di quella che sarà la "nuova Italia".

 

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