Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Via Tignale del Garda

Via Tignale del Garda, "La riqualificazione è necessaria"

L’assessora Vandelli ha risposto all’interrogazione di Giacobazzi (FI): “Nessun progetto ancora in istruttoria. Il Consiglio valuterà se e quanto ampliare l’area in diritto di superficie”

Sarà il Consiglio comunale a dire l’ultima parola sul progetto del complesso di via Tignale del Garda, valutando se e come modificare l’area concessa in diritto di superficie, accogliendo o meno l’ampliamento in corso di valutazione da parte della cooperativa Unicapi e, nel caso, di quanti metri consentire lo slittamento verso il bosco adiacente.

A dirlo è stata l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 8 luglio rispondendo all’interrogazione, trasformata in interpellanza, del consigliere di FI Piergiulio Giacobazzi sulla compatibilità del progetto di riqualificazione urbana in via Tignale del Garda con il Quartiere e il parere dei residenti. Il consigliere ha chiesto conferma, in particolare, del progetto di demolizione dei garage a raso e la riconversione dell’area in strutture per l’accoglienza di minori con problematiche sociali del complesso residenziale denominato “Mo81”, ai civici 61-69, composto da circa 80 appartamenti concessi con la formula della proprietà indivisa dalla cooperativa costruttrice Unicapi ai propri soci. Giacobazzi ha quindi domandato lo stato di avanzamento del progetto, se sia stato concordato con la cooperativa Unicapi, se i residenti siano stati informati e se l’intervento comporterà la dismissione dell’area verde adiacente.

Vandelli, che lunedì 5 luglio ha incontrato i residenti del complesso insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ha chiarito subito che, “l’edificio di via Tignale del Garda necessita di una riqualificazione con il rifacimento di scale e ascensori: il bisogno di un intervento è indubbio e approfondiremo il modo migliore per farlo. Per il momento è stato aperto un tavolo con Unicapi, ma nessun progetto è ancora in istruttoria”. L’assessora ha spiegato che la cooperativa ha affidato all’Università di Parma, con cui ha una collaborazione da diversi anni, lo studio di una soluzione per rigenerare gli immobili: “L’impegno in questo senso di Unicapi – ha affermato – è iniziato ben prima del superbonus e rappresenta un esempio virtuoso. Il progetto di rigenerazione è di un soggetto privato e il Comune accompagnerà il processo valutando le soluzioni attraverso l’ascolto dei cittadini e tenendo presenti diversi elementi: l’inclusione sociale, la transizione energetica e ambientale, oltre alla sicurezza sismica, urbana e delle persone”.

L’assessora ha ribadito: “L’intervento sull’accessibilità va fatto senza indugio perché è garanzia di qualità della vita: le attuali scale sono infatti ritenute inadeguate e più volte hanno reso difficile e lento l’intervento della protezione civile per spostare pazienti difficili”. L’assessora ha spiegato che la costruzione delle scale esterne antisismiche (chiuse e accessibili con porte) e degli adiacenti ascensori renderà inagibili le attuali autorimesse. Per realizzare le nuove autorimesse, le alternative sono due: ricavarle al piano terra, con lo slittamento inevitabile dei parcheggi rispetto al fronte delle scale e uno spostamento dei garage di 15-17 metri nell’area verde adiacente, oppure farle in interrato, con uno slittamento verso il parco inferiore ai 10 metri. “Nella soluzione interrata, suggerita dall’Università – ha precisato – le autorimesse sarebbero facilmente raggiungibili con l’ascensore, di dimensioni tali da essere utilizzato anche da persone con disabilità, mentre il piano terra diverrebbe un grande terrazzamento verde, una connessione aperta e immediata al fronte del parco, creando una zona per la sosta e il gioco di carattere condominiale. Le vecchie autorimesse verrebbero riconvertite a spazi di comunità, cantine e altro che oggi mancano: la ristrutturazione consegnerebbe quindi un potenziale aggiuntivo in termini di servizi individuali e potenzialmente collettivi, elementi che nel Pug diventano strutturali”.

L’assessora ha quindi riconosciuto che “rigenerare è complesso e inevitabilmente crea disagi e impatti sulle aree contigue. Nel caso specifico – ha aggiunto – il comparto ha aree limitrofe pubbliche, che vengono utilizzate da tutti: un sistema continuo di verde che va salvaguardato, valorizzato e manutenuto. È quindi necessario approfondire i problemi e trovare soluzioni di contemperamento, non legate solo a valutazioni meramente quantitative, ma di valore e di bilancio ambientale, che nella soluzione uscita dagli studi dell’Università di Parma è certamente molto positivo”. L’assessora ha però precisato che “non va fatta confusione tra il consumo di suolo, connesso all’espansione del territorio urbanizzato, e l’intervento in questione, che non genera espansione ma incide sul suolo permeabile con impatti diversi a seconda della soluzione che si adotta”.

Rispetto alla realizzazione di spazi per minori con problematiche, Vandelli ha precisato, infine che “con l’Asp, che vuole dotarsi di una propria sede dismettendo quella in affitto, è stato avviato un confronto che prende in considerazione diverse soluzioni, ma non sono ancora state prese decisioni e oggi va tenuto fuori dal dibattito. È comunque corretto – ha concluso – che il progetto di rigenerazione del complesso di via Tignale del Garda tenga conto dell’eventuale necessità di creare nuovi servizi di prossimità”.

Il dibattito in Consiglio

Per il Pd, Vittorio Reggiani ha sottolineato che “la riqualificazione non deve essere messa in discussione: non si rinunci – ha detto – all’intero progetto per la questione dell’interramento dei garage”. Il consigliere ha inoltre affermato di non avere “sufficienti elementi per dire se Unicapi ha informato adeguatamente i residenti: so però – ha aggiunto – che questa cooperativa è abituata a coinvolgere i soci nelle procedure e, quindi, fatico a pensare che in questa circostanza le direttive siano imposte dall’alto. In questa vicenda, il ruolo del Comune è vigilare sullo svolgimento dei processi decisionali”. Diego Lenzini ha segnalato l’importanza “di perseguire una visione di città che metta al centro la rigenerazione degli edifici, come in questo caso. Mi pare invece che la necessità di riqualificare questi edifici – ha aggiunto – venga messa in discussione”. Per il consigliere, nel concetto di “città compatta, senza il consumo di suolo vergine, ci deve essere coerenza: in questo contesto, per esempio, l’intervento deve prevedere autorimesse interrate per evitare di consumare suolo”.

Alberto Bosi (Lega Modena) si è detto dispiaciuto “per come è stata affrontata la vicenda sia da parte della cooperativa, che di fatto ha cercato di mettere i residenti soci di fronte al fatto compiuto, sia da parte del Comune che è intervenuto tardivamente”. Per il consigliere “non si deve rinunciare all’area verde, che non deve essere cementificata, e l’interramento dei garage ci vede perplessi sia per questioni sicurezza sia perché i residenti sono anziani e i box in superficie sono più comodi”. Giovanni Bertoldi ha sottolineato che “la quasi totalità dei soci ha contestato il processo: evidentemente il dialogo è mancato ed è arrivato il momento di aprirlo. Mi lascia perplesso – ha aggiunto – sentir dire che, trattandosi dell’intervento di una cooperativa, non possiamo entrare nel merito: il Consiglio deve affrontare le tematiche che riguardano azioni con risvolti pubblici, a maggior ragione visto che si tratta di edilizia pubblica e con ricadute sul sociale. L’interrogazione ha proprio il merito di sollecitare una ripresa del dialogo in modo da arrivare a una soluzione condivisa”.

Nella replica, il consigliere interrogante Piergiulio Giacobazzi (FI) ha evidenziato che “andare sotto di 15 metri potrebbe aprire un problema strutturale, perché ci sono le falde. Il cuore della questione – ha proseguito – è se scaturisce o meno un beneficio per i soci, che devono poter fare le proprie valutazioni personali: con un intervento strutturale di questo impatto, sarebbe servito tempo per permettere loro di capire cosa comportasse, vista anche l’età media di 75 anni che impone ulteriori ragionamenti. Queste persone hanno invece la sensazione, che è poi la realtà, che ci sia un progetto già 'impacchettato' e lo hanno saputo indirettamente”.

In chiusura di dibattito, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha invitato a rimanere ai fatti: “Il progetto esce da un percorso universitario, a Parma, commissionato da Unicapi in maniera trasparente e, già nel luglio 2020, è stato illustrato ai soci. Siamo consapevoli che, nel complesso, ci sono persone anziane ed è proprio per questo che dobbiamo pensare alla loro assistenza e sicurezza: servono servizi per la comunità”.

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