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Emilia a basso rischio sismico, la Regione: “É questione nazionale”

L'Assessore regionale Gazzolo sottolinea le difficili implicazioni della modifica dell'attuale mappa della pericolosità sismica e rimanda la questione ad altra sede. Sugli sgravi fiscali per i Comuni terremotati dichiara: "Scelta iniqua, ci stiamo confrontando con il Governo"

La notizia della mancata revisione della mappa della pericolosità sismica, comunicata dall'Istituto Nazionale di Geofisica a inizio agosto, aveva sollevato reazioni polemiche, connesse al fatto che l'Emilia è e resterà zona a basso rischio. Il caso era stato portato in regione dal leghista Mauro Manfredini, che aveva anche minacciato l'occupazione della sala consiliare, chiamando – inutilmente – all'appello i sindaci dei comuni terremotati. Oggi l'Assessore Regionale alla Protezione Civile, Paola Gazzolo, ritorna sul tema con una dichiarazione.

La riclassificazione sismica del territorio è questione nazionale di rilevante complessità tecnico-scientifica e va gestita, come stiamo facendo, confrontandoci con gli ambiti di responsabilità appropriati e mettendo in campo tutti i livelli di conoscenza e le migliori competenze. Con questo metodo assicureremo, se si rileverà necessario, un cambio di classificazione sismica per quei territori regionali dove l’attuale classificazione non fosse più corrispondente alla realtà (l'attuale classificazione risale al 2003 ndr). Occorre avere presente – precisa l'assessore - che aggravare tale classificazione senza i necessari presupposti, rischierebbe di produrre, senza ragione e in via definitiva, maggiore burocrazia, oneri e costi aggiuntivi a carico dei cittadini e della pubblica amministrazione”.

Il servizio sismico regionale ha però elaborato un primo studio che, oltre ai dati sui terremoti storici, tiene conto di quelli relativi all’assetto geologico del territorio, alla luce delle conoscenze acquisite in seguito al sisma dell’Emilia. “Rivedere la classificazione sismica oggi, senza una preventiva modifica del testo unico sulle costruzioni già proposta dalla Regione, porterebbe inoltre ad un’estensione dei controlli preventivi a tappeto, anche su interventi non rilevanti dal punto di vista della sicurezza”, puntualizza la Gazzolo.

Il tema centrale ritorna poi ad essere quello degli sgravi fiscali del 15% che i cittadini della Bassa non potranno ricevere, poiché l'attuale classificazione gli esclude dagli incentivi previsti nel Decreto del Fare. Una “vera iniquità”, come la definisce l'assessore Gazzolo, che spiega: “L’obiettivo su cui siamo impegnati nel confronto con il Governo, insieme ai parlamentari, è invece quello di un provvedimento strutturale, capace di rendere stabili le detrazioni nel tempo, estendendone l’applicazione alle aree dichiarate in emergenza. Serve dunque continuare ad operare con i sindaci e l’Assemblea Legislativa, per un approfondimento scientifico e non propagandistico, un lavoro di squadra per la sicurezza”.

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