Il Consiglio Comunale chiede il ritiro dei soldati dall'Afghanistan

Ordine del giorno di Sel approvato giovedì 6 marzo anche con i voti del Pd (ad eccezione di Cornia, Cotrino, Dori contrari; astenuti altri sette consiglieri)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Il Consiglio Comunale di Modena chiede al Governo “l’immediata uscita del nostro Paese dalla missione Isaf, riportando quanto prima in Italia le truppe impegnate e lasciando sul campo solo i militari necessari a organizzare il rientro del materiale”. È quanto prevede un ordine del giorno di Sinistra ecologia libertà approvato giovedì 6 marzo anche con i voti del Partito democratico (a eccezione di Cornia, Cotrino e Dori che si sono espressi contro; si sono astenuti Artioli, Campioli, Codeluppi, Glorioso, Gorrieri, Rimini e Sala).

Il Consiglio comunale chiede al Governo “di riferire al Parlamento una dettagliata analisi sulla presenza militare italiana in Afghanistan negli ultimi dodici anni e, in particolare, nell’ultimo periodo; di impegnarsi, nel rifinanziare le missioni, a emanare due decreti, uno per l’Afghanistan e uno per tutte le altre missioni, finalizzando per il primo i fondi della missione militare al solo scopo di organizzare il ritiro delle truppe, destinando il 30% di ogni euro risparmiato dalla missione militare alle politiche di cooperazione con l’Afghanistan. Con lo stesso documento si chiede infine “di sostituire quanto prima la missione militare con una civile con lo specifico compito di sostenere la popolazione afghana con progetti di sostegno alla cooperazione e ricostruzione civile del Paese”.

L’ordine del giorno era stato illustrato e discusso nella seduta di giovedì 24 febbraio, ma la votazione era stata rimandata a causa della mancanza del numero legale dei consiglieri. Nel presentare la mozione Ingrid Caporioni ha ricordato anche i numeri della missione in cui, in 12 anni, hanno perso la vita 3 mila soldati della coalizione, di cui 52 italiani, e oltre 70 mila civili afghani, di cui quasi 5 bambini al giorno solo nel 2011. E ha inoltre fatto notare che “la Francia ha anticipato il ritiro del contingente e anche Canada ed Australia hanno annunciato un ritiro anticipato delle loro truppe”.

Per il Pd, William Garagnani ha sottolineato “la grande professionalità dell’esercito italiano generalmente impegnato in azioni di pace e ad attenuare gli errori commessi da altre truppe. Ma fino a quando potremo mescolare l’azione dei militari italiani con quella di altri?”, ha chiesto evidenziando che “i cosiddetti danni collaterali sono ormai all’ordine del giorno” e unendosi all’appello a utilizzare le risorse per progetti di sostegno alla cooperazione e di ricostruzione civile dell’Afghanistan”. Infine, il consigliere ha osservato che “il prezzo pagato dall’Italia in simili missioni non trova un riscontro sul piano del prestigio internazionale del Paese”.

Per il Pdl, il capogruppo Adolfo Morandi ha sottolineato che “il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan è già calendarizzato e sostanzialmente in atto. Non vedo quindi il motivo di discutere ulteriormente della faccenda”, ha rimarcato, ricordando anche “il carattere per lo più di pacificazione degli interventi militari italiani e i buoni rapporti che in genere si stabiliscono con le istituzioni locali, che restano anche successivamente alle missioni”.

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