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Martedì, 9 Agosto 2022
Politica

Rivolta al Cie, Aimi (Pdl): "Legittimo l'uso della forza"

Il vicepresidente del consiglio regionale condanna l'episodio verificatosi lunedì pomeriggio a Sant'Anna

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

"Esprimo solidarietà alle Forze dell’Ordine e ai volontari fatti oggetto della violenza da parte di “fuorilegge” extracomunitari senza scrupoli che dovrebbero scavalcare  le mura del CIE solo per entrare in quelle del carcere. Senza se e senza ma".Questo il secco commento di Enrico Aimi, Consigliere regionale del Pdl su quanto accaduto lunedì scorso all’interno del Centro di Identificazione ed Espulsione.

"Il tempo del buonismo è finito anzi, a dirla tutta, non doveva nemmeno incominciare – ha proseguito Aimi – Certa politica, così detta moderata, sta diventando stucchevole. C’è troppa ipocrisia in giro, Un tempo, quando si parlava dei Sacri confini della Patria, si arrivava addirittura a fare fuoco su chi li valicava. Oggi, che i confini non sono più sacri e la Patria – come terra dei padri – è solo un lontano ricordo, le prime vittime di questa invasione sono gli italiani e, in particolar modo, tutti coloro che indossano una divisa. Lo stupro delle istituzioni andato in onda al CIE, preannunciato da mesi di insulti, sputi e danneggiamenti, non ha giustificazioni. In questi casi è legittimo l’uso della forza. Anzi, è una omissione non farvi ricorso. Voglio dirla tutta – ha proseguito il vice coordinatore provinciale dei berlusconiani – anche la legge Bossi – Fini ha fatto il suo tempo, non perché troppo severa ma, al contrario, perché si è rivelata inefficace e non più al passo con la mutata situazione internazionale. Rischiamo, con questo sistema debole di regole, di finire soffocati da una pressione migratoria di proporzioni bibliche che finirà per calamitare la feccia – delinquenti comuni, violenti criminali e pericolosi e fanatici malati di mente – proprio nelle realtà, come la nostra, in cui il buonismo regna scioccamente sovrano. Basti pensare che, a fronte di una popolazione straniera del 10% Modena ne ospita, nelle Patrie Galere oltre l’80%.

"I centri di identificazione, che qualcuno vorrebbe smantellare, ma che sono presenti in tanti paesi europei - sono comunque preziosa risorsa per combattere la clandestinità. Chi non ha un lavoro e una casa non può essere ospitato. Chi pensa che l’Italia – che peraltro vive seri problemi economici al pari di altre nazioni – possa rappresentare da sola la soluzione di tutti i problemi sociali del mondo, coltiva una pia, quanto pericolosa illusione. A pagare il costo di ideologie antiche e fallite – ha concluso Aimi – saranno tutti gli italiani, a partire dalle fasce più deboli ormai senza più paracaduti sociali, e tutti quegli stranieri che, nel rispetto delle nostre leggi e della nostra identità hanno per noi ricambiata stima e riconoscenza.>>

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