Salvini a Castelfranco per il ballottaggio: "Coraggio, manterremo le promesse"

Il vicepremier in visita viene accolto da molti simptizzanti e anche da qualche contestatore con cartelli. "Siete comunisti incazzati, nessuno di noi si permetterebbe mai di andare a insultare o a disturbare"

"È bello, perchè da una parte ci sono i sorrisi e si parla di futuro mentre dall'altra parte c'è qualche comunista incazzato. Dopo 70 anni, in democrazia c'è anche la possibilità di cambiare". Esordisce così sul palco di Castelfranco Emilia il vicepremier Matteo Salvini, oggi di nuovo in tour elettorale in Emilia-Romagna in vista dei ballottaggi di domenica. Fra le tappe anche Castelfranco, a sostegno del candidato del centrodestra Modesto Amicucci. In corso Martiri a Castelfranco l'appuntamento è alle 10, sotto la torre dell'orologio, e Salvini arriva sotto il palco poco prima delle 11. 

Lo attendono e lo salutano i suoi fan ma anche diversi esponenti di centrosinistra vestiti di bianco, che tengono in mano i poster del candidato del Pd Gianni Gargano, l'assessore uscente che se la vede al secondo turno di domenica con il candidato del centrodestra Modesto Amicucci. Ci sono diversi giovani e donne immigrate, mentre spuntano cartelli del tipo "Più tortellini-meno Salvini" oppure "il fascismo non è un'opinione". 

Il leader della Lega risponde a più riprese osservando che "i compagni sono agitati" e che "qua non ci sono fascisti, ma italiani orgogliosi di essere italiani". Continua il ministro dell'Interno sul palco: "Ho fatto tardi perchè ho passeggiato 200-300 metri in mezzo al mercato, ho ricevuto l'affetto di tanti modenesi ma la cosa è bella- scandisce Salvini- sono i tanti immigrati regolari che mi hanno detto 'Salvini tin bota', Salvini tieni duro. Ne hanno fatti arrivare troppi di immigrati- insiste il leader leghista contro la sinistra sul tema migranti- che non scappavano dalla guerra ma la guerra ce l'hanno portata qua, spacciando droga e facendo casino. Questa gente tornerà a casa dal primo all'ultimo, a Castelfranco, a Modena e a Mirandola, ovunque. A sinistra sono un po' arrabbiati, perchè fino all'anno scorso guadagnavano cinque miliardi di euro col business degli immigrati clandestini. C'è qualche cooperativa che deve cambiare ramo d'azienda da quest'anno", si sbraccia nel suo comizio il vicepremier. 

Che sprona così i suoi prima di salutare: "In bocca al lupo e grazie, ma il 9 giugno chi sta a casa è complice. Chi non sceglie è complice, quindi coraggio, a testa alta. Sapete perchè vinciamo? È una differenza di stile, di cultura e di educazione. Molti di voi per essere qua hanno preso un'ora di permesso dal lavoro o hanno chiuso il negozio, ma penso che nessuno di noi si permetterebbe mai di andare a insultare o a disturbare- rimarca Salvini contro i contestatori vestiti di bianco- il comizio di qualcun altro. Questa è la differenza, per questo abbiamo approvato la legge che reintroduce a scuola l'educazione civica obbligatoria, anche se poi dipende dalla mamma e dal papà l'educazione...". 

(DIRE)

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