"Dal Governo solo una visione carcero-centrica", scioperano gli avvocati penalisti

Protesta anche a Modena, dove la Camera Penale porta all'attenzione dell'opinione pubblica le condizioni di sovraffollamento delle carceri e le condizioni dei detenuti. Dito puntato contro le politiche dell'attuale Esecutivo

Anche la Camera Penale di Modena "Carl’Alberto Perroux" aderisce alla astensione dalle udienze penali deliberata dalla Giunta dell’Unione delle Camere penali Italiane per il domani, 9 luglio. Le udienze previste presso il Tribunale di Modena verranno quindi annullate. I penalisti protestano di fatto contro le attuali politiche in tema di ordinamento penale, evidenziando il problema del sovraffollamento delle carceri italiane - compresa quella modenese - ma anche un tema molto più vasto e delicato come quello della reclusione stessa come scelta sempre più pervasiva nelle politiche degli ultimi tempi

"La sostanziale mancata riforma dell’ordinamento penitenziario, nei termini di cui alla legge delega n. 103/2017 e richiestaci peraltro dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con la sentenza “Torreggiani", unitamente all’approvazione di leggi che da un lato inaspriscono le pene dall’altro introducono nuovi reati ostativi alla concessione delle misure alternative alla detenzione, denotano da parte dell’attuale governo una visione meramente carcero -centrica del problema 'esecuzione penale' che conduce all’adozione di soluzioni incapaci di dare attuazione all’art. 27 della Costituzione e di porre rimedio al problema del sovraffollamento carcerario - spiegano gli avvocati modenesi - I detenuti sono persone e in quanto tali titolari di diritti fondamentali costituzionalmente tutelati. Non è più tollerabile sentire parlare dei condannati come di persone che debbano “marcire in carcere”, concetto non solo barbaro ma anche in evidente contrasto con il fine rieducativo della pena previsto dalla nostra Costituzione".

Le statistiche nazionali registrano un affollamento intorno al 130%, un solo medico di base ogni 350 detenuti in luogo di uno ogni 150, piante organiche insufficienti sia a livello di assistenti sociali che di educatori. Sono 67 i detenuti suicidatisi nel 2018, venti nel 2019.

A livello locale il problema del sovraffollamento può definirsi cronico: alla data del 30.6.2019 presso la Casa Circondariale di Modena vi erano 492 detenuti su 369 posti regolamentari, un sovraffollamento pari al 33,3%. Inoltre nell’anno 2018 sono stati registrati n. 208 casi di autolesionismo e n. 18 tentativi di suicidio. La situazione presso la Casa di reclusione di Castelfranco Emilia è altrettanto allarmante considerato che su una media annua di 100 reclusi, con una percentuale di affollamento pari al 44,3%, 34 sono stati i gesti di autolesionismo e 8 i tentativi di suicidio.

"La soluzione a questi problemi non può essere individuata nella costruzione di altri istituti penitenziari, non può essere quella di comprimere la discrezionalità dei magistrati di sorveglianza incrementando i reati ostativi alle misure alternative alla detenzione, la soluzione dev’essere quella di adottare scelte legislative lungimiranti e rispettose del perimetro tracciato dalla Costituzione oltre che dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo", chiosa la Camera Penale in una nota..

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