Sciopero, Rifondazione: "Adesione senza se e senza ma"

Il Circolo Antonio Gramsci di Prc ribadisce il proprio sostegno allo sciopero generale Cgil di domani 6 settembre

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Come al solito, ci stanno terrorizzando per fregarci. Ci chiedono continui sacrifici per risanare il debito pubblico, detenuto all'87% da banche e società finanziarie italiane ed estere. Ma quali sacrifici?! E’ ora che i lavoratori, in nome delle nostre scuole, dei nostri ospedali, del nostro futuro, si rifiutino di impoverirsi per ingrassare i criminali della finanza. I padrini della crisi hanno condotto il mondo nel caos, creato bolle borsistiche e immobiliari, recessioni infinite, e vengono a darci i voti, con le loro agenzie di rating e gli esperti a gettone? E cosa ci raccontano a “Porta a Porta”? Centro-destra e centro-sinistra credono solo nella divinità dei mercati, che dà la sua benedizione a chi privatizza l'acqua, elimina le protezioni sociali, cementifica i territori, ci vuole schiavi. E le manovre economiche dei governi socialisti di Grecia e Spagna mostrano che tra destra e socialdemocratici non c’è differenza. Comanda la Banca Centrale Europea.

Il movimento di massa non deve porsi il problema di “ripartire meglio i sacrifici”, ma di smontare un dispositivo che strozza gli sfruttati e rade al suolo decenni di conquiste dei lavoratori. La classe dominante mondiale ha deciso che siamo noi il problema, con i nostri salari, i nostri contratti, i nostri diritti residui. Non si fermeranno fino a che non avranno azzerato tutto. O finché noi non avremo fatto piazza pulita del capitalismo. Davanti a questo scenario, servirebbe alla Cgil un altro gruppo dirigente. Dopo la vergogna dell'Accordo del 28 giugno, ci è toccato vedere la Marcegaglia parlare “a nome delle parti sociali” (anche della CGIL) di riforme e “modernizzazione”. Come se non sapessimo che le loro riforme sono la libertà di licenziare e la privatizzazione di tutto. Le parti sociali non esistono: esistono i padroni, i banchieri, i lavoratori.

Il ritiro della firma della CGIL dall’accordo del 28 giugno è una necessità: quell’accordo ha aperto le porte all’intervento di Sacconi (art.8 delle Manovra) e alla cancellazione del contratto nazionale. E’ necessario ora far diventare lo sciopero generale l’inizio di una sollevazione popolare contro l’Europa dei banchieri e i loro reggicoda di Palazzo Chigi. Il berlusconismo è finito, il governo italiano è commissariato da Bruxelles: il pericolo all'orizzonte sono i governi tecnici, quelli a cui mirano Montezemolo, Profumo e Scaroni, che troverebbero nelle “parti sociali” (a partire da Confindustria) e nel Pd degli entusiasti sostenitori. Per evitare questo rischio, è necessario presentare subito il nostro biglietto da visita a chi si candida per il dopo Berlusconi: una radicale disponibilità alla lotta. E' ora che le classi dirigenti d'Europa tornino a temere i loro popoli. Assediamoli nei loro palazzi. Riempiamo le piazze di energia “indignata” – come in Spagna, in Grecia, in Inghilerra, persino in Israele. Costruiamo lo sciopero generale a oltranza per affossare il Governo e le manovre che tolgono dal nostro sistema sociale 140 miliardi di euro, per pagare gli interessi agli strozzini dei Fondi e delle Banche.

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