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Lunedì, 4 Luglio 2022
Politica

Farmacie alla Coop: il Pd difende la scelta, la sinistra attacca

Il segretario cittadino Pd Bortolamasi difende la monetizzazione di parte del patrimonio comunale, mentre da sinistra si leva un coro contro la svendita del pubblico. E il M5S parla di "soccorso rosso" da Coop al Comune

Come prevedibile, si scatena il dibattito politico all'indomani dell'asta che ha consegnato a Finube – holding di Coop Estense – la maggioranza del pacchetto azionario di Farmacie Comunali, dopo che il Comune di Modena aveva deciso di fare cassa cedendo le quote che garantivano il controllo diretto della partecipata.

L'esito dell'asta viene difeso da Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere comunale: “Lo avevo già detto a luglio scorso, e lo ripeto anche oggi – dichiara il democratico – tutti gli analisti, nazionali e internazionali, ribadiscono che i venti della ripresa, che pure stiamo vedendo, devono essere alimentati con politiche keynesiane, di investimento pubblico, in grado di far ripartire l’economia e lo sviluppo, a beneficio di cittadini e di imprese. Quale, allora, miglior strategia di quella di dismettere una piccola parte del patrimonio comunale in modo da reinvestire quanto ricavato nella realizzazione di un’opera di pubblico interesse? 

“E se la vogliamo guardare anche dal lato della trasparenza – rilancia Bortolamasi – come Amministrazione manteniamo quello che abbiamo promesso, investiamo, recuperando patrimonio per fare patrimonio e avviando i lavori per un'opera, come il Liceo Sigonio, che la città aspetta da tempo”. 

Di parere opposto chi si trova a sinistra del Pd, come Per me Modena e Rifondazione Comunista, che puntano il dito contro la vendita del patrimonio pubblico, applicando un giudizio diametralmente opposto a quello della maggioranza di Piazza Grande. “Il pressing di Muzzarelli su Coop Estense attraverso il PD ha avuto i suoi effetti. La Fondazione Cassa di Risparmio, più che disperarsi per sconfitta, ha tirato un sospiro di sollievo - commenta Adriana Querzè, che poi aggiunge - Non occorre esser profeti per immaginare che gli indirizzi e le scelte strategiche delle Farmacie (ex) Comunali di Modena risponderanno ai piani di sviluppo e agli interessi di Coop Estense (che non è un ente benefico) più che agli interessi dei modenesi”.

Anche Rifondazione adotta diversi modelli economici e parla di una scelta “irresponsabile e sbagliata” sostenendo che “le farmacie comunali erano capaci di esercitare un importante ruolo di calmieramento dei prezzi che ora si va a perdere, consegnando un cospicuo numero di farmacie nelle mani di un unico e potente soggetto come Coop Estense che si candida a svolgere un ruolo di monopolista del settore”.

Anche dal centrodestra e dai grillini arrivano critiche, più improntate al nuovo titolare cooperativo che alla strategia di bilancio dell'Amministrazione. Il M5S parla di “soccorso rosso” e si domanda quali rapporti ci saranno in futuro fra l'Amministrazione e Coop Estense. “Perchè Finube Spa ha pagato 2,4 milioni di euro in più, quando Prometeia Spa, una delle maggiori società italiane di consulenza e ricerca economica e finanziaria, con una perizia aveva valutato le stesse azioni cedute dal Comune solo 4,5 milioni di euro, invece di 6,9 milioni? Che cosa c'è sotto? A che gioco stanno giocando? Quale guadagno ne avrà la cittadinanza e quali saranno gli effetti di questa operazione commerciale?”.

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