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Videosorveglianza, guerra aperta tra Comune e sindacato Sulpl

Volano stracci all'incontro tra Amministrazione comunale di Modena e rappresentanti sindacali della Polizia Municipale, dopo il paragone della sigla Sulpl tra i vigili e le vittime dell'Eccidio delle Fonderie. Vigilanza alla DTL

Non c'è e probabilmente non ci sarà accordo a Modena tra amministrazione e sindacati sulla tormentata videosorveglianza al Comando della Polizia municipale. L'atteso confronto di oggi pomeriggio, dalle 15 e per un paio d'ore, si è bloccato dopo che sono volate parole grosse tra le parti. Solo un rappresentante delle Rsu della Cgil, Donato Vena, ha firmato il testo (dal sindacato negano accordi in un qualche modo preventivi). Per raggiungere l'accordo servirebbero almeno 14 adesioni di delegati su 27 totali (15 Fp-Cgil, cinque Csa, tre Sulpl, tre Cisl-Fp, uno Uil-Fpl) entro otto giorni da oggi, come da prassi. Se l'intesa non sarà raggiunta, l'amministrazione potrà procedere rivolgendosi alla Direzione territoriale del lavoro: in un clima generale 'sfavorevolè, a partire dalle polemiche sui controlli a distanza dei lavoratori, si tratta di un esito considerato da diversi addetti ai lavori molto probabile.

Ma, appunto, oggi pomeriggio sono saltati i nervi a qualcuno. Un rappresentante del Sulpl, come presto emerso e confermato anche dal Comune in una nota, ha paragonato gli operatori della Polizia municipale ai lavoratori uccisi nella strage delle Fonderie nel 1950. "Un'amministrazione democratica non puo' tollerarlo", sbotta il direttore generale del Comune Giuseppe Dieci, capo della delegazione trattante dell'amministrazione nella quale spiccava il comandante Franco Chiari, che ora invoca dagli altri sindacati una presa di posizione contro l'uscita del collega. A quanto pare, il senso dell'uscita del Sulpl era: non è possibile che un Comune dove c'è stato addirittura l'eccidio delle Fonderie non ascolti i lavoratori.

Ma com'era stato fin lì il confronto? Dieci in apertura ha fatto subito capire che la discussione sulla videosorveglianza era pressochè chiusa: chi firma entro il 15 bene, ma si va avanti. Il Sulpl invece, 'forte' di 120 firme di agenti nell'ambito della nota richiesta di referendum, avrebbe voluto continuare il dibattito. Di certo, col degenerare dei toni, l'amministrazione non ci ha messo molto a sospendere i lavori (la videosorveglianza era al primo punto dell'ordine del giorno, che formalmente includeva anche i turni notturni) e salutare tutti.

"Di fronte al rifiuto di una richiesta strumentale di sospendere il procedimento- spiega Dieci- un rappresentante del Sulpl ha avanzato accuse pesanti all'amministrazione comunale fino a quell'assurdo parallelo. Che è offensivo per la memoria di quei lavoratori e per l'intera città, oltre che improprio se pensiamo alle condizioni di lavoro degli operai negli anni '50 e a quelle odierne degli operatori della Polizia municipale".

Il percorso per arrivare all'accordo sulla videosorveglianza previsto dallo statuto dei lavoratori era stato avviato nell'ottobre del 2013 dal Comune e poi sospeso, per l'esposto al Garante della Privacy presentato dal Sulpl. Sulla base delle indicazioni del Garante è stato ripreso nei mesi scorsi e, dopo aver recepito indicazioni emerse dal tavolo sindacale, "con l'incontro di oggi avrebbe dovuto iniziare la settimana di tempo per consentire ai componenti della Rsu dell'ente di firmarlo", riepiloga l'amministrazione. Ma continua il direttore generale: "Abbiamo atteso che gli altri rappresentanti sindacali prendessero ufficialmente le distanze da quelle parole pesanti e abbiamo ritenuto, comunque, che non ci fossero le condizioni per proseguire serenamente il confronto".

A questo punto, "come delegazione trattante ci auguriamo che le Rsu e le organizzazioni sindacali prendano posizione- incalza Dieci- su affermazioni e comportamenti che in tutta evidenza hanno come unico obiettivo quello di impedire un confronto di merito tra le parti. Per parte nostra, riteniamo che il confronto sia solamente sospeso: rimaniamo in attesa delle prese di posizione sindacali e abbiamo rimesso all'amministrazione comunale la decisione sulla prosecuzione del confronto". A caldo, un primo commento arriva dal segretario Fp-Cgil Marco Bonaccini: "Il paragone con le Fonderie? Evitiamo paralleli inutili e inopportuni. Stiamo sul merito dei problemi, aver citato i fatti del 1950 è stato uno scivolone".

(DIRE)

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