Scritte contro il leghista Nanetti, già aggredito in piazza Pomposa

La Lega denuncia un nuovo episodio di odio verso il proprio militante e chiede all'Amministrazione Muzzarelli una presa di posizione

In via Sgarzeria, nel centro di Modena, scono comparse scritte minatorie nei confronti di Andrea Nanetti, militante leghista ed ex consigliere comunale reggiano di Forza Italia. L'attivista 43enne era già balzato agli onori delle cronache per un brutto episodio avvenuto nella sera del 26 luglio scorso, quando era stato accerchianto, minacciato e spintonato da alcuni giovani in piazza Pomposa. Gli aggressori lo avrebbero riconosciuto e insultato per via delle sue idee politiche. Stesso tenore delle dcritte apparse sul muro nelle scorse ore, dove si rimarca l'accusa di "omotransfobia".

Alla luce di questo nuovo fatto la Lega di Modena esprime ancora la piena solidarietà verso il proprio militante. "Ci rifiutiamo di rispondere all’odio di chi, con il pretesto delle “lotte per i diritti civili” e dell’antisalvinismo o “antifascismo” delle “anime belle”, intende dare esclusivamente sfogo a bassi istinti di violenza teppistica - sottolinea la segreteria cittadina del partito -  Quale forza politica istituzionale e democratica (di governo) auspichiamo pertanto che i responsabili – a quanto pare non nuovi a condotte di tal fatta - siano rapidamente sottoposti a processo e condannati: l’episodio difatti, se il Sig. Nanetti non avesse altrettanto opportunamente optato per rifiutare le provocazioni ricevute e la logica dello scontro fisico, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e non deve essere, in un’ottica preventiva, assolutamente sottovalutato".

Poi un appello e una provocazione verso la maggioranza: "Il Sindaco Muzzarelli nel proprio discorso di (nuovo) insediamento in Consiglio comunale di giugno ha rimarcato che bisogna tenere lontani i seminatori di odio: che dalle parole dunque si passi ai fatti, da troppi anni nella nostra città chi strizza l’occhio a sinistra viene tollerato anche se usa metodi squadristici o inneggia all’odio sui social nascondendosi dietro profili o pagine Facebook “anonime”. Non è un caso se le forze politiche che fanno capo al centro-sinistra modenese continuamente lamentino un “crescente clima di odio nel Paese” (ovviamente ricondotto alle politiche “securitarie” del governo nazionale a trazione leghista), dimenticando tuttavia che gli autori degli episodi di violenza nella nostra città degli ultimi anni non appartengono certo alle tanto temute destre", chiosa la Lega. 

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