Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Esternalizzazione dei nidi, i sindacati: "Il Comune denigra i lavoratori"

Cgil, Cisl e Uil: "A questo punto dobbiamo dedurre che Il Comune ha già deciso, non avendo alcun interesse ad utilizzare al meglio le risorse e le professionalità che ha al suo interno, e che la sua unica preoccupazione sia ormai quella di liberarsene il prima possibile"

"La bufera intorno ai servizi educativi 0/6 del Comune di Modena, che coinvolge ormai non solo le rappresentanze sindacali delle lavoratrici che garantiscono quei servizi, ma anche altri soggetti importanti del sistema, appare alimentata proprio dalla stessa Amministrazione Comunale, con un comportamento estremamente divisivo, che emerge in modo chiaro anche nelle ultime dichiarazioni emerse sulla stampa. Il Comune, invece di ricercare soluzioni condivise tra tutti i soggetti, a partire dalle educatrici, insegnanti, collaboratrici e cuoche che ogni giorno lavorano con cura e dedizione per garantire servizi educativi di qualità ha come unica idea quella di denigrare il proprio personale alimentando inutili divisioni all’interno della nostra comunità".

La pensano così i sindacati modenesi della funzione publica - Cgil, cisl e Uil - che intervengono nuovamente sull'esternalizzazione dei servizi alla Fondzione Cresci@mo, che da anni alimenta il dibattito sul welfare locale: "Appare ormai evidente che l’unica volontà che manca in riferimento al prolungamento delle attività estive non è quella delle lavoratrici ma proprio quella del Comune di fare tali attività con il proprio personale".

I sindacati ricostruiscono così la vicenda: "Fino all’anno scorso era in vigore un accordo sindacale che garantiva l’attività estiva per tutti i nidi e scuole d’infanzia gestite dal Comune con il proprio personale dipendente per le prime due settimane di luglio. A giugno 2020, in piena pandemia, l’Amministrazione ha dato disdetta unilaterale di quell’accordo, e ha preferito far gestire i centri estivi ai privati, con un aggravio di costi e una minore offerta di servizi, nonostante il personale comunale fosse disponibile a svolgere tali attività. Ricordiamo anche che nello stesso mese di luglio 2020 la Fondazione Cresciamo, il cui unico socio è il Comune, ha invece gestito i centri estivi presso le sue scuole applicando quello stesso accordo sindacale disdettato per le dipendenti comunali, rendondo quindi chiaro che l’obiettivo era quello di esternalizzare ai privati anche quel servzio. Quest’anno la storia si ripete: il Comune con un atto unilaterale, a mezzo stampa, dichiara di fatto concluso il confronto con le lavoratrici e decide di affidare il servizio estivo all’esterno, non perchè costretto dagli eventi, ma per una precisa scelta politica. Evidenziamo infatti che si è svolto un primo incontro con il Comune su questo tema, il 15 aprile, e che come Organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori eravamo in attesa di una ulteriore convocazione per continuare il confronto, che non si era ancora concluso".

"A questo punto dobbiamo dedurre che Il Comune ha già deciso, non avendo alcun interesse ad utilizzare al meglio le risorse e le professionalità che ha al suo interno, e che la sua unica preoccupazione sia ormai quella di liberarsene il prima possibile, attraverso appunto i percorsi di esternalizzazione che sta mettendo in atto - concludono Cgil, Cisl e Uil - Ancora una volta dobbiamo quindi constatare che in un momento in cui sarebbe necessaria la massima coesione sociale, a tutti i livelli, il Comune di Modena va avanti con decisioni unilaterali, che non vanno certo nella direzione di miglioramento della qualità dei servizi e di sviluppo di un nuovo reale modello integrato".

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