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Area nomadi, il sindaco di Mirandola: “Nell'emergenza abbiamo aiutato tutti”

Maino Benatti respinge al mittente le critiche dei “critici rancorosi”, sostenendo con decisione la scelta di impiegare 75mila euro per la riqualificazione. Ma i nomadi, “mirandolesi da generazioni” da oggi pagheranno le bollette

Dopo che l'approvazione del finanziamento del campo nomadi di Mirandola ha suscitato molte polemiche tra i cittadini mirandolesi e non solo, il primo cittadino Maino Benatti ha deciso di intervenire con una nota, approfondendo le ragioni delle scelte dell'Amministrazione e mettendo in riga il fronte degli oppositori.

A quei mirandolesi che hanno storto il naso per l'esborso a carico delle casse pubbliche, Benatti replica in modo chiaro e diretto: “Abbiamo promesso che nell’emergenza avremmo aiutato tutti e l’abbiamo fatto. Ai mirandolesi con casa inagibile sono stati erogati finora intorno agli 11 milioni di euro. Abbiamo promesso che ricostruiremo tutto, meglio di prima, e lo stiamo facendo. Abbiamo realizzato circa 300 opere provvisionali su edifici pericolanti, che non consentivano il rientro nelle proprie case e l’avvio dei lavori di ristrutturazione”.

Ma se si parla di “tutti”, allora non si possono fare differenze. La struttura del campo di Santa Giustina dove si trovavano i servizi igenici era stata danneggiata e resa inagibile dal terremoto dello scorso anno, motivo per cui l'Amministrazione ha deciso di intervenire, sfruttando anche la disponibilità dei fondi regionali. “In questo modo – prosegue Benatti – possiamo liberare le due aree vicine al cimitero dove erano temporaneamente accampate le sette famiglie che vivevano nel campo nomadi prima del terremoto. In questo modo ridaremo al parco adiacente al cimitero cittadino la sua originale funzionalità”.

In un passaggio successivo il sindaco di Mirandola, forse involontariamente, sembra tuttavia sottrarre ai nomadi il loro status: “Vorrei ricordare che i nomadi in questione sono mirandolesi da varie generazioni, avendo la residenza nella nostra città e che ora vivono nei pressi del cimitero. Con questo intervento – aggiunge Benatti – le utenze (Aimag, Enel, ecc) saranno intestate alle famiglie residenti nel campo, che in questo modo ne saranno responsabili, secondo il nuovo regolamento votato in Consiglio comunale nei giorni scorsi. Un regolamento molto stringente che prevede precisi doveri”. É perciò finita la pacchia, a quanto pare, dal momento che il Comune smetterà di pagare ai “non più nomadi” le bollette. 

Resta tuttavia a molti cittadini il beneficio del dubbio: in questo periodo e in questi luoghi, è opportuno che un'ente pubblico destini risorse a casi come quello di Mirandola. Per Maino Benatti non ci sono dubbi: “A tutti i critici rancorosi (al limite del razzismo) faccio presente che io sto con la Costituzione, di cui consiglio di rileggere l’articolo 3 a cui noi ci ispiriamo”.

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