Sondaggi elezioni Regionali, Bonaccini avanti. Ma le coalizioni sono pari

Secondo le rilevazioni commissionate dallo stesso Pd, il presidente uscente sarebbe in in testa rispetto alla candidata leghista Lucia Borgonzoni. Con ogni probabilità si voterà il 26 gennaio

Testa a testa tra centrosinistra e centrodestra, ma con Stefano Bonaccini in netto vantaggio su Lucia Borgonzoni per quanto riguarda le candidature alla presidenza. Questo, in estrema sintesi, l'esito del sondaggio che circola in queste ore in Emilia-Romagna. La rilevazione, commissionata dal Pd regionale, vedrebbe intanto la conferma di una buona reputazione dell'amministrazione regionale uscente, nei confronti della quale il 70% degli interpellati avrebbe espresso un giudizio positivo. Il sondaggio, a quanto risulta alla Dire, vede però solo un leggero vantaggio del centrosinistra nelle intenzioni di voto. Il 44,5% degli interpellati sceglierebbe infatti la coalizione guidata dal Pd, mentre il 43,6% opterebbe per il centrodestra, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Il Movimento 5 stelle invece è dato all'8,5%. 

Il distacco tra il centrosinistra e il centrodestra, appena 0,9%, non è tale da fare dormire sonni tranquilli ai democratici. Decisamente più incoraggiante per i dem il gradimento tra i candidati governatore. Qui l'uscente Stefano Bonaccini godrebbe addirittura di un 48% dei consensi, mentre Lucia Borgonzoni, la scelta annunciata dalla Lega, arrancherebbe al 31%. Solo il 6,5% raccoglierebbe un candidato dei 5 stelle, ancora 'anonimo' per il fatto di non essere stato scelto.

Addirittura il 13% degli interpellati, invece, vorrebbe un altro candidato rispetto a quelli proposti: segno evidente che l'attuale offerta non accontenta tutti. Il sondaggio è stato diffuso negli ultimissimi giorni in ambienti di centrosinistra.

Complicato però metterlo in relazione con la scelta dello stesso Bonaccini di aspettare ancora qualche altro giorno, forse fino a lunedì, prima di comunicare ufficialmente la data del voto ("non ho mai guardato i sondaggi in vita mia", assicurava stamattina il presidente), probabilmente il 26 gennaio. In viale Aldo Moro c'è anche chi ipotizza un nesso con la consultazione umbra su Rousseau in corso oggi, in modo da avere il 'termometro' sul gradimento di un eventuale patto coi grillini a livello regionale.

Ma se da un lato il voto a gennaio potrebbe indubbiamente favorire un percorso comune di centrosinistra e M5s, dall'altro l'attuale divario tra Bonaccini e Borgonzoni potrebbe indurre a valutare con attenzione l'ipotesi di un voto 'lampò alla fine di novembre.

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