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Domenica, 21 Aprile 2024
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Urbanistica, ok dal Consiglio al "congelamento" dei progetti fino a maggio

Approvata all’unanimità dal Consiglio la delibera di ricognizione che blocca gli accordi fino al 30 aprile. Serve per la fase di transizione della nuova legge regionale

Rimane sospesa fino al 30 aprile l’efficacia e l’esecuzione dei provvedimenti e degli accordi in materia urbanistica ed edilizia già approvati, definiti e stipulati, nonché delle convenzioni urbanistiche approvate, ma non stipulate, che direttamente o indirettamente assumano rilievo ai fini dell’applicazione della nuova legge regionale sull’urbanistica. Lo prevede la delibera di ricognizione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena oggi, giovedì 15 febbraio, su proposta del sindaco Gian Carlo Muzzarelli che ha sottolineato: “E’ un atto rilevante, segna un passaggio chiave della transizione ed è un tassello decisivo per la predisposizione dell’atto di indirizzo del Consiglio e per l’elaborazione del Pug. L’ennesima prova che facciamo sul serio, guardando avanti ma con i piedi per terra”.

Il provvedimento, infatti, ha lo scopo di gestire la fase di transizione prevista dalla normativa regionale fornendo al Consiglio tutte le informazioni giuridiche opportune per dettare gli indirizzi della transizione e approfondire il calcolo della possibile crescita del 3 per cento da qui al 2050 che dovrà essere definito con l’atto di indirizzo da approvare entro giugno. E’ il percorso previsto dalla nuova legge che si propone di far cessare la progressiva espansione delle città in nome della rigenerazione urbana e della riqualificazione degli edifici, insieme all’adeguamento sismico degli immobili, al sostegno alle imprese (anche attraverso la semplificazione delle procedure, in caso di investimenti tesi alla crescita e allo sviluppo), alla tutela del territorio agricolo.

La delibera esclude la sospensione per i titoli abilitativi per intervento diretto, le convenzioni già stipulate alla data della legge, i procedimenti volti all’approvazione di accordi di programma e piani di recupero, le convenzioni attuative già stipulate, i provvedimenti dello “sblocca Modena”, quelli volti a promuovere le condizioni di attrattività del sistema economico locale e quelli dichiarati di pubblico interesse dal Consiglio comunale.

L’elenco dettagliato dei procedimenti che invece vengono sospesi prevede: i Piani Urbanistici Attuativi di cui all'articolo 31 comma 1 e 2 della legge regionale 20/2000 per i quali non sia stata approvata la relativa convenzione alla data del 1 gennaio 2018; gli accordi stipulati ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 24 marzo 2000 n.20 e dell'articolo 11 della legge 07 agosto 1990 n. 241 non ricompresi nell’elenco delle esclusioni di cui al punto n. 2; le convenzioni urbanistiche approvate e non stipulate alla data del 1 gennaio 2018 per l'attuazione dei Pua non ricomprese nell’elenco delle esclusioni.

Il sindaco ha ricordato che l’obiettivo strategico è “anticipare il saldo zero del consumo di suolo previsto dalla Ue e dalla Regione nel 2050; siamo convinti che Modena possa portarsi nuovamente all’avanguardia delle nuove politiche urbanistiche su scala nazionale ed europea”.

Nel dibattito Marco Chincarini (Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista - Per me Modena) ha osservato che Modena sarà la prima città ad applicare la nuova legge regionale, “gli sperimentatori di questo passaggio verso il Pug: grazie alla ricognizione capiremo quali sono le quantità in discussione”. Per Marco Bortolotti (Movimento 5 Stelle) si tratta di una buona opportunità per fornire elementi di studio al Consiglio comunale evitando passi che possano creare danni. Il consigliere ha espresso perplessità invece per lo strumento dello Sblocca Modena: “Non è equilibrato, non rappresenta un’opportunità per tutti, e crea vantaggi immediati ma, essendo legato a richieste dei privati e non a una valutazione sul futuro della città, non permette di valutare le conseguenze a lungo termine”. Il capogruppo del Pd Fabio Poggi ha messo in evidenza come la fase di transizione porta all’applicazione della nuova legge ed è funzionale all’obiettivo di contenimento dell’uso del suolo allo scopo di “governare al meglio lo sviluppo urbanistico della città”.

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