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Ricostruzione: pronti 6 miliardi, ma il Pdl frena gli entusiasmi

Il testo della "Spending review" al Senato: un emendamento stanzia risorse per le zone terremotate. Felicitazioni da Errani, freddezza dal Pdl: "Contributi? No, garanzie che lo stato darà per i mutui"

Fine settimana impegnativo per la Commissione Bilancio del Senato della Repubblica: venerdì notte, alla fine dei lavori è stato licenziato il testo della "spending review" domani in esame a Palazzo Madama. Fra le varie modifiche poste in esame, è stato approvagto l'emendamento che prevedrebbe una disponibilità di 6 miliardi che i cittadini potranno usare mediante erogazioni dalle banche. Prevista a partire dal 2013 prossimo ma già utilizzabile parzialmente già da quest'anno, questa misura, in linea teorica, dovrebbe mettere a disposizione di cittadini e imprese danneggiate dal sisma risorse concrete per porre le basi della ripresa. Dovrebbe, perché se oltre agli entusiasmi del Governatore e Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani, c'è chi nel Pdl modenese vede il tutto come un'operazione di facciata: "I 6 miliardi di euro tanto sbandierati in realtà non esistono, o almeno non saranno sotto forma di contributi, ma di garanzie che lo Stato darà per la stipula dei mutui da parte di chi otterrà dalle banche i soldi in prestito per ripristinare o ricostruire gli edifici danneggiati dal terremoto". Così ha scritto Elisabetta Aldrovandi, componente del coordinamento provinciale Pdl e consigliere comunale a Medolla sul gruppo Facebook Congressiamo Pdl. "Ciò significa che se il privato non pagherà - aggiunge - provvederà lo Stato (fino alla concorrenza di 6 miliardi di euro, quindi varrà la regola di chi arriva per primo), il quale poi chiederà quanto anticipato al debitore insolvente". In precedenza, il Presidente Errani si era detto soddisfatto di quanto prodotto da Palazzo Madama: "Ai 6 miliardi si aggiungono altri 75 milioni di euro in tre anni derivanti dai risparmi del Senato, che saranno destinati alla ricostruzione dei beni culturali e delle scuole. Un altro emendamento, inoltre, dà la possibilità ai Comuni colpiti di assumere con contratti di lavoro flessibile 170 unità di personale senza alcun onere aggiuntivo per i Comuni e fuori dai vincoli del patto di stabilità, per consentire loro di svolgere più celermente il lavoro necessario". Cautela dal Sindaco di San Felice Alberto Silvestri: "Resta comunque tanto da fare ed è necessario che queste risorse vengano utilizzate con trasparenza e in modo mirato, per uscire da una difficilissima situazione e riprendere la vita normale".

Testa di ponte romana delle istanza pidielline modenesi sarà il Senatore Carlo Giovanardi che non voterà la fiducia al decreto, come da mandato del partito modenese. Allo stato attuale delle cose, tre rimangono i punti critici: "La prima - ha evidenziato il consigliere provinciale Luca Ghelfi, attuale portavoce modenese del partito - è data dall'allargamento smisurato dei Comuni che ricevono benefici a seguito del sisma". Il riferimento del Pdl riguarda l'inclusione di Ferrara e Mantova tra gli aventi diritto, mentre Modena non compare. "La torta, già di per sé limitata - ha aggiunto - in questo modo viene divisa tra troppi soggetti e chi ha veramente subito danni viene penalizzato". Il secondo elemento su cui gli azzurri puntano il dito è il ruolo del presidente della Regione. "Errani ha avuto campo libero sulle erogazioni - ha sbottato il consigliere - Peccato che non si sappia né quanto verrà distribuito, né esattamente a chi". Secondo il Pdl di Modena la questione più scottante, come già visto, rimane quella dei fondi, i famosi 6 miliardi. "Questi soldi non sono a fondo perduto - ha concluso Ghelfi - Chi ne ha bisogno chiederà un finanziamento e lo Stato lo garantirà. Di questi, una parte verrà restituita come crediti d'imposta".

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