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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Sanità, sperimentazione triennale per unificare Policlinico e Baggiovara

L'assessora Urbelli ha risposto all'interrogazione del consigliere Bortolotti (M5s)

“La Conferenza territoriale socio sanitaria ha proposto un percorso per realizzare il processo di unificazione tra Policlinico di Modena e Nuovo Ospedale civile Sant'Agostino Estense di Baggiovara attraverso una sperimentazione gestionale integrata di durata triennale, guidata da una cabina di regia che si caratterizzerà per un’ampia rappresentanza dei soggetti istituzionali interessati”. Lo ha detto l’assessora alla Sanità e al Welfare del Comune di Modena Giuliana Urbelli, riportando quanto comunicato dall’Ausl, nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 23 luglio, in risposta all’interrogazione del M5s sul Progetto sanitario ospedaliero illustrata da Marco Bortolotti.

L’assessora Urbelli ha precisato che “il percorso di gestione integrata individuato” è stato delineato in una nota inviata all’assessore alle Politiche per la salute della Regione, nella quale vengono esplicitati gli obiettivi di “aumentare, da un lato, la qualità dei servizi attraverso una maggiore integrazione non solo tra strutture ospedaliere ma anche in funzione ‘ospedale - strutture intermedie - territorio’, e di produrre, dall’altro, razionalizzazioni nella gestione con ricadute che andrebbero a diretto vantaggio del potenziamento dell’offerta sanitaria modenese e dell’intera rete provinciale”.

Sul tema dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie “è opportuno distinguere tra il livello ambulatoriale e quello relativo al ricovero ospedaliero”, ha sottolineato Urbelli. “I tempi di attesa per le prestazioni di specialistica costituiscono un ambito di priorità per le Aziende sanitarie modenesi e, coerentemente con gli obiettivi assegnati dalla Regione Emilia-Romagna, l’Azienda Usl ha previsto di consolidare e promuovere una serie di interventi prioritari, tra cui l’ampliamento dell’offerta, lo sviluppo dei percorsi di semplificazione dell’accesso e della presa incarico (ad esempio il day hospital ambulatoriali dei pazienti affetti da particolari patologie, specialmente croniche), il miglioramento del livello organizzativo della risposta, la corretta gestione delle agende di prenotazione e l’implementazione di percorsi di presa in carico del paziente da parte dello specialista”. Obiettivo delle Aziende sanitarie nell’anno in corso è anche “l’adozione di un modello di comunicazione-relazione con l’Azienda che consenta una gestione puntuale, tempestiva e diretta delle criticità segnalate. L’offerta di prestazioni specialistiche – ha proseguito Urbelli – è definita e governata da un piano provinciale annuale che prevede già il coinvolgimento coordinato di tutte le aziende/strutture: Ausl (ospedali del presidio provinciale e specialisti ambulatoriali che operano sul territorio), Policlinico di Modena, privato accreditato. Dall’ultimo monitoraggio interno al Servizio sanitario risulta inoltre – ha aggiunto – che i tempi d’attesa sono migliorati e ciò potrà essere confermato dalla ufficializzazione della rilevazione periodica regionale”.

Per ciò che riguarda l’accesso al ricovero, “vista l’ampia offerta di sedi che offrono il servizio, non si riscontrano particolari criticità nei tempi di erogazione delle prestazioni – ha continuato – in particolare per gli interventi urgenti e improcrastinabili, come per quelli di chirurgia oncologica”. Portando ad esempio gli interventi chirurgici per tumore alla mammella e tumore al colon retto, l’assessora ha evidenziato come mediamente, nel 2014, negli ospedali del territorio provinciale, a 60 giorni sia stato fornito il 95 per cento delle prestazioni. Urbelli ha inoltre spiegato che rispetto alle attività di chirurgia ordinaria, complessivamente, le prestazioni a minor incidenza numerica e maggior complessità sono maggiormente concentrate nelle strutture hub provinciali (Ospedale di Baggiovara e Policlinico) o di riferimento per area territoriale (Sassuolo, Carpi), mentre, le prestazioni a maggior frequenza e a minor complessità sono erogate in modo più diffuso anche dagli ospedali di prossimità (Vignola, Mirandola e Pavullo).

L’assessora ha infine precisato che, relativamente al reparto di cardiochirurgia, “il riferimento di pianificazione per l’altissima specialità che include anche questo settore è da ricondurre a livello regionale” e che il decreto ministeriale che norma l’assistenza ospedaliera prevede “una funzione cardiochirurgica per un bacino d’utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, indipendentemente che le strutture siano pubbliche o private accreditate”.

Nella replica, il consigliere Bortolotti, riferendosi alla sperimentazione della gestione integrata ha parlato di “esperimento complesso, perché si tratta di unire realtà molto differenti con obiettivi e interessi molto differenti”. Rispetto alle liste d’attesa, il consigliere ha evidenziato l’importanza “di riorganizzare il territorio sfruttando al cento per cento le risorse esistenti” e relativamente al reparto di cardiochirurgia ha invitato a riflettere sul perché il reparto non sia presente “nell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico dove vengono formati i cardiochirurghi”.

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