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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica Concordia sulla Secchia

Trivelle a pochi passi dall'argine, Spica: “Continui tremori, sono sicuri?”

Antonio Spica (FdI-An) vista la zona di Concordia e mette sotto accusa i "Pozzi Cavone 3-7-8" e le vibrazioni prodotte dagli scavi adiacenti all'argine e al metanodotto: “Che garanzie ci sono per la sicurezza? Le stesse delle commissioni regionali di facciata?”

La scossa di magnitudo MI 3.5 registrata a ottobre ha riaperto il dibattito su alcuni temi caldi ormai sopiti dopo il sisma del 2012. Uno di questi è sicuramente quello delle trivellazioni nella Bassa modenese. Dopo alcune suggestioni, malumori e repliche da parte della Regione, sul tema è intervenuto anche Antonio Spica, esponenete bastigliese di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, che ha messo sotto la lente di ingrandimento un particolare pozzo del “sistema” Cavone.

“Subito dopo il sisma del maggio-giugno 2012 – premette Spica – l'allora Governatore emiliano Vasco Errani stoppò le trivelle e istituì la commissione ICHESE che avrebbe dovuto sciogliere ogni dubbio su correlazione fra trivelle, fracking e scossoni, ma quella commissione si sciolse subito senza però sciogliere con certezza alcun dubbio”. Tanti dubbi sono rimasti a molti, come al Prof. Franco Ortolani, docente di geologia all'Università Federico II di Napoli:  "La trasparenza usata per l’indagine al Cavone è solo di facciata, per commentare le conclusioni bisognerebbe accedere ai dati, e i dati sono lacunosi. Sin da subito la sperimentazione è stata una partita giocata tra le parti interessate, con Padana Energia incaricata di monitorare pur essendo titolare della concessione mineraria, e due dei professori americani chiamati ad analizzare il giacimento che conducono ricerche per l’MIT finanziate da Eni”. 

“Come fidarsi, dunque? Se controllore e controllato sono la stessa entità, non è facile stare tranquilli”, si chiede l'esponente della destra modenese. “Mi sono recato sul posto per diverse settimane e verificare di persona la realtà, osservando prima di tutto che le trivelle sono attive e funzionanti. Fra l'altro appare assai strano che il sito "Pozzo Cavone 3-7-8' si trovi a pochi metri dall'argine del fiume Secchia, fra Concordia e Novi, su cui passa per altro il metanodotto. Abbiamo sottoposto a misura, con strumenti rudimentali, le vibrazioni del terreno, appurando che esiste un costante tremolio. Quali elementi di sicurezza ci sono per asserire che l'argine non ne risenta?”.

“Credo che la Regione Emilia Romagna debba ai cittadini risposte serie e fondate, su basi certe di esperti "al di sopra delle parti". È altresì auspicabile che certa politica dia ascolto ai cittadini anziché preferire il dialogo con i "poteri forti", e che la Regione metta al primo posto la tutela della cittadinanza e la ricerca della verità – conclude Antonio Spica – senza dover sempre giustificarsi a sciagura avvenuta”.

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