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Domenica, 3 Luglio 2022
Politica

Ipad con i fondi pubblici del gruppo Lega Nord: le spese di Barberini

Il capogruppo del Carroccio avrebbe speso 1300 euro tra Ipad, spese di rappresentanza e altro ancora durante la sua guida da capogruppo prima della sfiducia dei "modernisti" Rossi e Bianchini

Ha usato 600 degli 11.500 euro di fondi del gruppo consiliare per comprarsi un Ipad. Questa l'ammissione fatta ieri pomeriggio da Stefano Barberini, nuovamente capogruppo Lega Nord in consiglio comunale, a margine di un incontro con i giornalisti sulle spese del Carroccio in Comune e sulla nuova formazione fondata dai dissidenti padani Nicola Rossi e Walter Bianchini, “Lega Moderna”. Barberini ha snocciolato le spese da lui effettuate nel periodo intercorso dalla sua nomina a capogruppo avvenuta la scorsa primavera fino al “colpo di mano” dei dissidenti di circa tre settimane fa: nel suo “regno”, il consigliere ha detto di avere speso un totale di 1.300 euro, di cui 600 per un computer e 400 per spese di rappresentanza (“incontri con gruppi politici, cene con l'avvocato o il commercialista”, ha precisato). Del totale, rimarrebbero sul piatto 300 euro di cui il consigliere non ha fornito spiegazione. Alla domande su quale computer avesse acquistato, Barberini ha mostrato ai giornalisti l'Ipad con cui da qualche mese si presenta in consiglio comunale. Il capogruppo del Carroccio ha poi rinnovato una promessa vecchia di poco più una settimana fatta quando, unitamente ai segretari Ghelfi e Bellei, dichiarò guerra agli ex compagni di gruppo: “Non preoccupatevi – ha assicurato – vi darò tutti gli scontrini, le ricevute e i movimenti del conto corrente del gruppo: prima di me l'allora capogruppo Nicola Rossi spese 21mila euro per pubblicità, propaganda e spot radiofonici. In più, anche Walter Bianchini si comprò un computer (un netbook di 250 euro già inventariato che riporta targhetta con codice e stemma del Comune, ndr)".

BARBERINI - Se la prende con i suoi ex compagni di gruppo, conferma le spese effettuate e indica il suo Ipad con la dicitura generica "comnputer". Stefano Barberini non fa sconti: "Continua la polemica di Nicola Rossi sui fondi dei gruppi consiliari e, nonostante lo scorso anno abbia speso tutti i soldi a disposizioni del gruppo, ovvero ben 21mila euro, continua a chiedere spiegazioni sui soli 1300 spesi dal sottoscritto che sono stati utilizzati per acquistare un computer, che finito il mandato tornerà in possesso del comune di Modena, e 660€ come spese di rappresentanza e spese di viaggio che sono state utilizzate per incontri politici e approfondimenti di argomenti tecnici legati alla nostra attività, cosa che lui non ha mai fatto". Per Barberini, la polemica di Rossi è "priva di contenuti" e, con questo comportamento, l'attuale capogruppo di Lega Moderna starebbe dimostrando di essere "il solito vecchio della politica". Sull'Ipad, il consigliere non si scompone più di tanto, osservando che "anche gli altri consiglieri hanno acquistato dei computer, come nel caso del Pd, che ne ha comprati tre o quattro". Del resto, prosegue Barberini, "la stessa Lega l'anno scorso ha acquistato un netbook Sony da 416 euro".

REAZIONI - Se l'opposizione solidarizza con Barberini, la maggioranza mostra qualche brontolio. Michele Barcaiuolo, Pdl, individua altrove i privilegi: "Pensare che ci siano degli sprechi da parte dei consiglieri che non percepiscono stipendio, pensare che esista una cosiddetta casta a livello comunale, è prendere in giro la gente. Sprechi e privilegi esistono in Regione, in Parlamento e in tutte le società pubbliche in cui vengono parcheggiati politici trombati e dove vengono erogati signori stipendi. I consiglieri percepiscono 200-300 euro al mese, poi che ci possano essere scelte di spesa poco opportune è a discrezione dei singoli consiglieri". Davide Torrini, capogruppo Udc, non vede nulla di strano: "Un I-Pad? È una spesa nella norma, accettabile perchè funzionale allo svolgimento dell'attività consiliare". Il neocapogruppo di Lega Moderna, Nicola Rossi, è di poche parole: "Se ci avesse chiesto un parere su questo acquisto, glielo avremmo sconsigliato. Ma non ci ha mai reso partecipi delle spese". Condanna da parte di Maurizio Dori, consigliere Pd: "Adesso ci mancava anche l'Ipad e le cene con avvocati e commercialisti - attacca - Non c'è limite al peggio, e pensare che Barberini accusa il Comune di essere spendaccione, e fa le pulci alle spese collettive degli altri? Adesso ci aspettiamo che al posto delle scuse, del ritiro delle 100 interrogazioni, dei tanti accessi agli atti, ci aspettiamo una nuova conferenza stampa in cui qualcuno dirà che l'acquisto dell'Ipad era solo un omaggio alla malattia-morte di Steve Jobs. Con alcuni personaggi può accadere anche questo".

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