Riqualificazione urbana, quando è Modena ad avere bisogno di lezioni di "eccellenza"

Nel gemellaggio tra Modena e Linz l'imbarazzante confronto tra il recupero urbanistico della TabakFabrik austriaca e la nostrana Manifattura Tabacchi. L'Amministrazione saprà gettare lo sguardo oltre il Brennero e coglier l'esempio degli amici austriaci?

In questi giorni Modena riceve la visita di una delegazione di Linz, città gemellata da ormai molti anni. Il sindaco Klaus Luger e i suoi collaboratori hanno un calendario denso di impegni con i loro omologhi modenesi, tra i quali ne spicca uno di enorme interesse. Un'occasione in cui – con buona pace dell'entusiasmo dell'Amministrazione – le "eccellenze" modenesi finiranno decisamente in secondo piano, per lasciare spazio ad un progetto con il quale la gemella austriaca è sicuramente capace di mettere in forte imbarazzo la nostra città.

Caso vuole che anche Linz abbia ereditato da un fiorente passato industriale una Tabak Fabrik, che per i poco avvezzi con i dialetti d'oltralpe altro non è che una Manifattutra Tabacchi. Altro elemento comune, le due città hanno intrapreso un processo di riqualificazione architettonica e funzionale dei poli produttivi dismessi, per ridare linfa ad una parte di città piombata nell'abbandono post-industriale. E qui arrivano i dolori.

La delegazione austriaca presenta con Tabakfabrik Linz uno dei più virtuosi progetti di recupero a livello europeo, avendo trasformato il complesso in disuso in una "smart factory" che ospita importanti aziende del settore delle nuove tecnologie. Non un semplice e gigantesco "coworking", ma un vero e proprio distretto urbano votato alla ricerca e allo sviluppo, alla promozione delle industrie creative, fino all'offerta di spazi di aggregazione e all'organizzazione di eventi artistici e culturali.

La trasformazione è iniziata nel 2009, dopo che gli ultimi proprietari hanno rinunciato all'attività produttiva. Tabakfabrik Linz è passata quindi sotto il controllo pubblico del Comune – può sembrare impossibile, ma è così – e passo dopo passo si è passati dal recupero architettonico del complesso, di per sè considerato di pregio, al graduale riempimento. Diverse attività si sono insediate negli spazi: uffici, grandi open space, laboratori, attività commerciali, sale riunioni e congressi e spazi espositivi. Dopo alcuni anni di – cosa ancora più incredibile – la Fabrik sta iniziando a generare profitti. (per informazioni TabakFabrik Linz)

Un modello divenuto oggetto di interesse da più parti del globo e che viene studiato sia da un punto di vista urbanistico, sia da quello industriale, in quanto ritenuto da molti un esempio della "smart factory" verso cui tende un certo settore dell'economia occidentale.

Di fronte a questa descrizione non è difficile comprendere la soggezione che nasce spontanea nei modenesi. Il parallelismo con la Manifattura Tabacchi nostrana non lascia scampo. Fatto salvo il pregio estetico, ciò che il recupero urbano ha consegnato alla città è una nuova strada pedonale, che solca contenitori pressochè vuoti. Nato su un'idea di recupero che puntava tutte le sue carte sul residenziale, il progetto si è rivelato quantomeno inadeguato, consegnando alle imprese edili e alla Cassa Depositi e Prestiti un buco milionario. Nulla a che vedere con Linz.

Ma non vogliamo cedere al disfattismo. La visita della delegazione austriaco e il confronto sul loro modello potrebbe essere ancora un insegnamento utile per Modena, che possiede altre aree che ben si presterebbero a copiare l'eccellenza transalpina. Una su tutte, inevitabilmente: le ex Fonderie. Sia da un punto di vista strutturale che da quello della collocazione urbana lo spazio della Crocetta avrebbe tutte le carte in regola per recepire quanto di buono l'esperienza di Linz insegna. Glück auf! Buona fortuna!

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