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Il Tar boccia la riqualificazione del Sant'Agostino, il Comune: “Si va avanti”

Dopo la bocciatura del Tribunale amministrativo Regionale l’assessora Vandelli precisa: “Il Tar boccia una serie di aspetti formali e procedimentali, ma indica anche la strada da seguire per realizzare il progetto”

“La sentenza accoglie il ricorso e annulla gli atti per una serie di aspetti formali e procedimentali, non entra nel merito del progetto e anzi indica la strada da seguire per realizzarlo”, afferma l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli in merito alla sentenza del Tar sul progetto del Sant’Agostino. Una sentenza che era ormai nell'aria da qualche tempo e che impone una seria battuta d'arresto per il progetto di riqualificazione culturale dell'ex ospedale cittadino. Ma il Comune pare intenzionato ad andare fino in fondo e minimizza la portata del pronunciamento del Tribunale.

“Più precisamente – continua l’assessora - il Tar ha annullato l'autorizzazione dei Beni culturali per incompetenza e il permesso di costruire per un vizio formale. Stiamo valutando attentamente i contenuti della sentenza per i vari aspetti tecnici che questa comporta. D’altra parte, il Tar offre anche indicazioni autorevoli su come procedere per la realizzazione dell'opera che nel merito non viene messa in discussione. Valuteremo insieme ai nuovi vertici della Fondazione Cassa come procedere concretamente per individuare la strada più efficace per la realizzazione del progetto”.

Valutati i contenuti della sentenza, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ribadisce che “l’opera resta strategica per la città e per lo sviluppo futuro di Modena, perché darà vita ad un polo culturale unico a livello nazionale”.

“Prendiamo atto della sentenza del Tribunale amministrativo regionale che accoglie il ricorso di Italia Nostra contro il progetto di recupero e riqualificazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino - scrive invece in una nota il neo presidente della Fondazione CRMO Paolo Cavicchioli - Ci limitiamo a osservare che la sentenza obietta sugli aspetti procedurali; ciò detto restiamo convinti dell’importanza di un intervento capace di restituire alla città una porzione di centro storico oggi inutilizzata e in avanzato stato di degrado. Giudizio condiviso – sul piano strategico e progettuale – da Comune di Modena e Ministero dei Beni culturali che a suo tempo hanno concesso le autorizzazioni necessarie all’avvio dei lavori. E’ ora prioritario avviare, sia all’interno degli organi di governo della Fondazione, sia successivamente con Ministero e Comune, una riflessione sul percorso compiuto che parta da un confronto anche sulle motivazioni della sentenza e promuova un’azione per rilanciare il progetto”.
 

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