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Rifiuti, la tariffa puntuale arranca. Attivata in soli 21 comuni modenesi

Dopo cinque anni la bolletta "intelligente" viene applicata in appena 90 comuni della regione e interessa un terzo della popolazione

Il principio 'pago per quanto butto' non decolla in Emilia-Romagna. Ad oggi infatti solo un quinto dei Comuni ha applicato la tariffa puntuale dei rifiuti. La Regione aveva previsto nel 2015 il passaggio dalla vecchia tassa al nuovo sistema, lasciando ai Comuni ampi margini per adeguarsi. Ma dopo cinque anni il tempo scaduto e cosi' la Giunta Bonaccini è costretta a concedere una proroga. "La stiamo valutando e la definiremo nelle prossime settimane", conferma il sottosegretario alla presidenza della Regione, Davide Baruffi, rispondendo oggi in Assemblea legislativa all'interpellanza del leghista Michele Facci. Ad oggi sono 90 i Comuni che hanno adottato la tariffa puntuale dei rifiuti, il 27% del totale: sono cinque a Piacenza, 15 a Parma, cinque a Reggio Emilia, 21 a Modena, sei a Bologna, 20 a Ferrara, 13 a Forlì-Cesena, cinque a Rimini. 

La misura interessa il 34% della popolazione, cioè poco più di un terzo. "I Comuni sono in ritardo", ammette Baruffi, che ne imputa la causa prima di tutto al "rallentamento delle procedure di gara per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti da parte di Atersir", dovuto anche ad alcuni contenziosi in corso. Tra l'altro, sottolinea il sottosegretario, "durante la fase di gara non è possibile trasformare il servizio per applicare la tariffa puntuale". 

A questo stallo si è aggiunta, nel corso di quest'anno, anche la pandemia, che ha di fatto impedito di organizzare incontri pubblici con i cittadini e servizi di tutoraggio per il salto al nuovo sistema. "In tanti Comuni era stato predisposto il passaggio alla tariffa puntuale nel corso del 2020- sottolinea Baruffi- ma è stato sospeso", proprio a causa dell'emergenza covid.

Adottare il nuovo sistema comunque "rimane un obiettivo cardine" per la Regione, assicura il sottosegretario, per il quale pero' sarà necessario prevedere una proroga che sarà decisa "nelle prossime settimane". 

Critico il Carroccio. "Se dopo cinque anni abbiamo dati impietosi e percentuali cosi' lontane dall'obiettivo- commenta Facci- è ragionevole pensare che ne serviranno almeno altrettanti. Credo sia necessaria una riflessione, chi deve pagare per questi ritardi?". Il sistema attuale "penalizza il contribuente", sostiene il leghista, che esorta quindi la Regione a fare opera di "moral suasion" sui Comuni per "evitare ulteriori conseguenze negative".

(DIRE)

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