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Servizi per disabili troppo cari a Modena, Castaldini (FI): "Regolamento illegittimo"

Nel mirino della consigliera azzurra l'applicazione di criteri diversi dal solo Idsee al fine di calcolare le tariffe

I comuni di Modena e di Parma non rispetterebbero un regolamento nazionale – con direttiva anche regionale – per decidere le tariffe di accesso ai servizi socio occupazionali, socio assistenziali e residenziali per le persone con disabilità. A sostenerlo è la consigliera regionale di Forza Italia Elisabetta Castaldini, che ha presentato un’interrogazione ad hoc per sottoporre la questione alla Giunta Bonaccini.  

Per la consigliera azzurra le tariffe di questi servizi "dovrebbero essere regolamentate sulla base del solo Isee,  senza tener conto – come invece accade oggi - delle pensioni di invalidità, degli assegni di accompagnamento e di cura delle persone con disabilità cui i servizi sono rivolti".

"Così inevitabilmente la quota compartecipata della famiglia della persona disabile diventa molto più alta rispetto a quanto dovuto e pattuito a livello nazionale", spiega Castaldini criticando i regolamenti comunali che ritiene illegittimi.

Una prima risposta è arrivata dalla Regione Emilia-Romagna, che dopo l'interrogazione ha messo nero su bianco la presenza di un regolamento regionale cui non fanno riferimento i comuni di Parma e di Modena.  

Valentina Castaldini ha anche deciso di scrivere direttamente ai prefetti di Parma, Antonio Garufi, e di Modena, Pierluigi Faloni,  per appellarsi alle loro competenze e intervenire rispetto ai regolamenti dei due comuni emiliani.  

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