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Riparte la terza linea? É scontro tra Mazzi (PdL) ed Hera

Un passaggio sul revamping della terza linea dell'inceneritore in un documento ufficiale di Hera porta scompiglio. Il capogruppo PdL attacca, ma la multiutility smentisce: "Affermazioni prive di ogni fondamento"

Sui quotidiani in edicola stamani è ospitato un intervento del consigliere provinciale Dante Mazzi, nel quale il capogruppo PdL svela quelle che sono a suo parere le intenzioni di Hera sull'inceneritore di via Cavazza, contenute nei documenti depositati presso la Consob dalla multiutility emiliana. Un intervento che ha fatto andare su tutte le furie i vertici di Hera, passati al contrattacco per smentire le considerazioni di Mazzi che alludevano alla volontà di attivare la famigerata terza linea di incenerimento. 

IL nodo della questione riguarda la terza linea dell'inceneritore, riguardo alla quale il consigliere pidiellino ha scovato nel lungo documento firmato da Hera. “A pagina 51, a proposito degli investimenti in corso di realizzazione – dichiara Mazzi alla Gazzetta di Modena – viene segnalata l'opera di revamping della terza linea del termovalorizzatore di Modena ovvero, tradotto in pratica, che le linea verrà ammodernata. A che scopo?
Certamente non per tenerla spenta, visto che la società ci spenderà sopra un bel po' di quattrini e, come si sa, gli azionisti pretendono che il loro capitale venga adeguatamente remunerato”.

La replica del Gruppo Hera non si è fatta attendere ed è stata secca e decisa: “Le affermazioni riportate sono infatti destituite di ogni fondamento”, scrive in una nota la multiutility. “Il passaggio del prospetto informativo citato, relativo al revamping della terza linea, fa riferimento agli investimenti in immobilizzazioni in corso, che sono afferibili all’acquisto di parte dei materiali necessari all’allora previsto revamping della terza linea. Quindi a nessuna attività di costruzione che si sia poi concretizzata”. Insomma, vecchi strascichi. Nel settembre 2012, d’intesa con Comune e Provincia di Modena, l’Azienda decise la sospensione dei lavori per il progetto di revamping della terza linea. “Per tale ragione – aggiunge Hera – è stata programmata la dismissione dei materiali acquistati. Pare quindi che si sia trattato di un'incomprensione dei riferimenti all'interno del documento presentato alla Consob, nel quale si annuncia anche un aumento di capitale della partecipata a maggioranza pubblica.

Un passaggio, anzi una premessa, della reprimenda di Hera è riservato anche ai giornalisti dei quotidiani modenesi: “Meraviglia la superficialità con cui tematiche afferenti i bilanci e i piani di sviluppo industriale di una società quotata del territorio vengano trattati, senza preventiva verifica da parte degli organi di informazione”. Stampa a parte, il braccio di ferro sull'inceneritore continua senza sosta, nella massima sfiducia reciproca.

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