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Modena accantona la tramvia, Reggio chiede 300 milioni e progetta due linee

Scelta diametralmente opposta per il comune vicino, che inserisce un progetto molto ambizioso (e costoso) tra i possibili finanziamenti per la mobilità sostenibile

Reggio Emilia si prepara ad una svolta significativa sul piano del trasporto pubblico locale, abbracciando un progetto del quale si è discusso a Modena anche nei mesi (e anni) scorsi, ma che finora sotto la Ghirlandina non ha trovato sosteno: la metrotranvia. Lo scorso dicembre l'Amministrazione modenese ha scartato la possibilità di riprendere in mano questa soluzione di mobilità sostenibile nell'abito del Recovery Fund, preferendo il completamento di alcuni nodi ciclabili.

Oltresecchia hanno invece fatto le cose più in grande. L'amministrazione reggiana, nelle scorse ore, ha infatti annunciato di aver presentato una proposta di tracciato che, se dovesse essere finanziata dal Ministero dei Trasporti, significherebbe un investimento da circa 280mila euro. Una linea, per il momento, che attraverserebbe il comune da nord a sud, evitando l'ingresso in centro storico. A questa si potrebbe poi aggiungere una seconda linea di superficie che si allaccerebbe anche alla ferrovia per Sassuolo.

"Il tracciato presentato oggi è il primo passo verso quell’obiettivo, è la messa a dimora di un nuovo concetto di trasporto e di un nuovo modo di concepire la mobilità nella nostra città - spiega l'Assessore alle Politiche per la Sostenibilità, Carlotta Bonvicini - Serve l'asse nord-sud e va a inserirsi in una rete esistente e già ben definita, quella formata dalla ferrovia nazionale e dalla ferrovia locale, composta dalle 3 linee: Reggio-Ciano; Reggio-Sassuolo e Reggio-Guastalla. Questo studio è la sintesi di una complessa matrice di analisi di tantissimi fattori che hanno tenuto in considerazione la componente progettuale e quindi della fattibilità tecnica; e quella trasportistica, cioè il calcolo del modello con i passeggeri trasportati e i poli attrattori e generatori di mobilità. E’ un tracciato al 73% in sede separata e al 27% in sede promiscua, un tracciato preliminare che se avvallato da Ministero ci potrà dare gli strumenti per iniziare anche una opera di rilancio delle ferrovie locali, in un proficuo ma delicato dialogo con gli altri Enti interessati".

"Il Covid quest’anno ci ha insegnato quanto il TPL fosse in sofferenza e ci ha fatto comprendere che merita di più, e non solo per il mondo della scuola ma per tutti gli utenti, per tutti i cittadini, per iniziare, anche nelle città come la nostra, a offrire una alternativa concreta e competitiva al mezzo privato. Merita visione e coraggio, merita che ci siano Amministrazioni che ci credono, anche in città da 170.000 abitanti e non solo nelle città metropolitane", ha aggiunto Bonvicini, lanciando implicitamente una sfida anche per le città vicine.

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