Un alloggio e un lavoro di sei mesi per i detenuti a fine pena, il bando della Regione

Obiettivo: contrastare il rischio di contagio negli istituti penitenziari alleggerendo il sovraffollamento. La vicepresidente Schlein: "Uno sforzo corale, lavoriamo insieme anche a tutela della salute pubblica"

Contrastare e prevenire la diffusione del Coronavirus negli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, alleggerendo il sovraffollamento,e dare la possibilità ai detenuti con particolari requisiti e prossimi al termine della pena da scontare, ma privi di risorse economiche, una casa e un lavoro, di accedere a misure alternative alla detenzione per un periodo di sei mesi e, comunque, non oltre i diciotto mesi. 

Sono gli obiettivi che la Regione Emilia-Romagna e l’Ufficio interdistrettuale per l’esecuzione penale esterna vogliono raggiungerecon il bando da 472 mila euro - in scadenza il prossimo 4 maggio - destinato a Enti e Associazioni del Terzo settore per accogliere nelle proprie strutture o in quelle messe a disposizione dalle amministrazioni comunali circa 90 detenuti. Nella decisione del trasferimento verrà data priorità alle donne con figli. 

Le risorse messe a disposizione provengono in parte da Cassa delle Ammende, ente del ministero della Giustizia che ha destinato all’Emilia-Romagna 410mila euro per realizzare il progetto “Territori per il reinserimento - emergenza Covid-19” finalizzato al contenimento del rischio di contagio da Coronavirus nelle carceri; cifra a cui si aggiungono 62mila euro resi disponibili dall’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe) per il progetto “Inclusione sociale per le persone in misura alternativa senza fissa dimora in Emilia-Romagna”. 

“Uno sforzo corale quello che vedrà la collaborazione tra Regione, sia per la componente sociale che sanitaria, e tutte le realtà, istituzionali e non, che si occupano di carceri- sottolinea la vicepresidente con delega al Contrasto alle disuguaglianze, Elly Schlein-.  L'idea di fondo delle misure messe in campo, in attuazione delle indicazioni del decreto Cura Italia, è che sia prioritaria l'esigenza di tutelare la salute pubblica, contrastando la diffusione del contagio nelle carceri sovraffollate, attraverso le diverse opzioni messe a disposizione dalla legislazione per ridurre la popolazione penitenziaria. Ma il nostro impegno una volta terminata la fase emergenziale- aggiunge la vicepresidente- sarà quello di garantire la continuità delle azioni che stiamo per realizzare per rendere il carcere l'ultima ratio e perseguire, attraverso le misure alternative alla detenzione, l'attuazione piena dell'articolo 27 della Costituzione, ovvero il reinserimento nella società”. 

I due progetti, grazie ad un Accordo sottoscritto nei giorni scorsi da Regione e Uiepe, si integreranno tra loro come previsto dal bando, che oltre al trasferimento dei detenuti che ne hanno i requisiti in strutture alternative alla detenzione in carcere, prevede l’attuazione di percorsi individualizzati di reinserimento sociale e lavorativo per le persone che non hanno commesso reati gravi e sono a non più di 18 mesi dal fine pena.

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Gli Enti e le associazioni interessate a risponde al bando in scadenza il 4 maggio, potranno trovare tutte le informazioni necessarie al seguente seguente link .

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