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Unione comuni, si inizia da personale, servizi telematici e appalti

Gli esempi delle gestioni associate dei servizi sono il primo fronte su cui si muove lo studio di fattibilità sul "supercomune" modenese, elaborata da Anci. Ipotesi anche per cultura e welfare

Tra gli esempi sviluppati nello studio su possibili gestioni associate tra l’Unione dei sei Comuni e il capoluogo, uno degli ambiti individuati riguarda il personale. Le ipotesi vanno dall’integrazione sui servizi ad alta specializzazione, come quelli di formazione, valutazione e progettazione organizzativa; fino alla gestione congiunta di paghe e previdenza con economie di scala e una riduzione di costi, in particolare per piccoli Comuni. I vantaggi di un unico centro di gestione del personale (complessivamente oltre 2.200 dipendenti) sarebbero anche relativi alla facilitazione dei processi di governo complessivo di area vasta, insieme alla forte interscambiabilità delle risorse umane sul territorio.

Altra ipotesi sviluppata nello studio è quella dell’aggregazione dei sistemi informativi: “server farm” condivisa; omogeneizzazione informatica di reti, hardware e software con risparmi sulle manutenzioni, sugli acquisti e una migliore efficienza dovuta all’omogeneizzazione delle procedure. Con una ipotesi di Stazione unica appaltante per tutti i sette Comuni, invece, i vantaggi sarebbero significativi sia dal punto di vista economico e di impiego delle risorse umane sia rispetto al miglioramento delle competenze tecnico amministrative con semplificazione anche verso le imprese e i fornitori.

Anche nella gestione dei servizi culturali e di welfare (sia nell’ambito educativo e scolastico sia in campo sociale e sociosanitario) è possibile definire economie di scala insieme all’opportunità di introdurre migliori livelli di omogeneità sui regolamenti, i sistemi di accesso ai servizi e di tariffazione, ancora una volta anche in prospettiva di semplificazione per le famiglie e gli utenti. Altri settori d’intervento, di operatività anche immediata, possono riguardare la condivisione degli archivi, le attività di manutenzione ordinarie e le stamperie, con Modena che ha già sviluppato l’integrazione tra quella comunale e quella della Provincia.

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