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Va all'asta il terreno della Festa Pd a Ponte Alto, Lega preoccupata

Il vasto appezzamento dell'ex Fornace Vigarani è inquinato nel sottosuolo e il futuro proprietario dovrà farsi carico della bonifica. Interrogazione in Senato

Dopo anni di impasse, il 12 novembre prossimo si terrà l'asta fallimentare per il terreno dell'ex Fornace Vigarani di Ponte Alto, che tutti conoscono in quanto sede da ormai molti anni della Festa Provinciale de L'Unità. Il Pd, infatti, ha affittato l'area dal Tribunale, dopo che nel 2017 era stato deciso il pignoramento a carico della società Immobiliare Ponte Alto, che l'aveva acquistata 10 anni prima.

La vicenda legata a quel terreno è complessa e controversa e ha visto diversi passaggi di mano dopo gli anni 70, quando venne dismesso l'impianto produttivo. Una vicenda legata alla storia stessa del Pd e alla sua evoluzione da Pci a Pds e Ds. Fu infatti la Sim, società legata al "partitone" ad acquistarla a metà anni '90 e poi a rivenderla con largo profitto ad una cordata imprenditoriale sassolese (Masterall) che a sua volta, nel  2007, l'aveva ceduta a Immobiliare Ponte Alto, poi incapace di fare fronte alle richieste dei creditori.

A complicare la vicenda vi è poi la questione relativa all'inquinamento del sottosuolo. E' infatti stata acclarata da Arpae la presenza di metalli pesanti e altre sostanze pericolose nel terreno, frutto delle lavorazioni industriali del dopoguerra. Un inquinamento che non ha finora impedito la fruizione della Festa Pd, ma che in futuro dovrà essere sanato, con una spesa a carico del futuro proprietario, stimata in alcuni milioni di euro. Un costo addirittura superiore alla base d'asta che è fissata in 2,8 milioni.

Sulla questione è intervenuta in queste ore la Lega, con addirittura la promessa del senatore Stefano Corti di presentare un'interrogazione parlamentare. "Una vicenda intricata che tocca uno dei centri di potere più importanti a Modena, rappresentato proprio il partito che da sempre sorregge il governo della città. Per far luce sulla intera vicenda presenterò una interrogazione parlamentare al fine di conoscere i reali costi di bonifica dell'area, le modalità con le quali si giunse al cambio di destinazione d'uso del terreno e le responsabilità del Partito in questi anni nel congelare il problema continuando a svolgere su quel terreno inquinato la propria festa", ha dichiarato il senatore.

Anche il consigliere Alberto Bosi è intervenuto a nome del gruppo Lega Modena: “Al di là di tutti i passaggi di proprietà e dei cambi di destinazione d’uso che si sono susseguiti nel tempo - afferma Bosi -, la zona in questione ha costituito anno dopo anno un luogo di festa per il PD, che ha continuato a richiamarvi migliaia e migliaia di persone. Tuttavia svariate rilevazioni e perizie hanno documentato che il suolo e le acque presentavano (e presentano tuttora) valori anomali di sostanze inquinanti. È dunque incredibile pensare che quello stesso partito, che dice di fare dell’ambiente una priorità assoluta, finora abbia ignorato il problema. Ci auguriamo - ha aggiunto il capogruppo - che le spese onerose, di quasi 3milioni di euro, per le operazioni di risanamento ambientale e di ripristino per le irregolarità edilizie - da aggiungere al prezzo di vendita - non scoraggino gli investitori, facendo andare l’asta deserta. Solo così si potrebbe chiudere questo lungo e complesso capitolo modenese, procedendo alla vera rinascita della zona”.

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