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Via Morane, i Verdi sostengono le ciclabili: "Il traffico veicolare va disincentivato"

Il partito modenese rigetta le accuse di insicurezza dei nuovi tracciati, avanzate dalla Lega

"Come da copione, ogni volta che in città si intraprende qualche intervento a favore della salute dell’ambiente e dei cittadini, si alzano le levate di scudi. Questo succede anche ora a proposito dei lavori di realizzazione delle piste ciclabili che rientrano nel “Piano mobilità d’emergenza sanitaria da Covid 19” approvato dal Consiglio Comunale nel luglio scorso". Lo riferiscono i Verdi di Modena, dopo le accuse mosse dalla Lega sulla possibile scarsa sicurezza e sui disagi che crerebbero le nuove corsie ciclabili di strada Morane.

"Noi Verdi, che ovviamente salutiamo molto favorevolmente l’intervento, portato avanti dalla nostra assessora all’Ambiente e mobilità sostenibile Alessandra Filippi, vorremmo intano ricordare a chi si lamenta del fatto che le piste ciclabili portino via parcheggi e rendano più difficoltoso il transito veicolare, che nelle classifiche sulla qualità della vita, Modena viene enormemente penalizzata per i pessimi risultati relativi alla qualità dell’aria. E’ un dato di fatto che a Modena, nel 2020 tutte le centraline di rilevamento Arpa hanno abbondantemente superato il limite massimo di 35 sforamenti consentiti in un anno per le PM10. E’ la colpa di ciò è in buona parte del traffico veicolare che va disincentivato. Si sa che proprio le polveri sottili sono tra i principali fattori di danno alla salute umana e che diversi studi medici hanno messo in relazione le polveri sottili con la diffusione del Covid 19. E’ un’urgenza imprescindibile che a Modena si investa di più sulla mobilità “dolce” come la bicicletta".

"Altre accuse che in questi giorni sono state mosse alle nuove piste ciclabili è che siano un’invenzione fantasiosa e che siano pericolose. Qui nessuno si è inventato niente - prosegue il partito ambientalista - Il Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili del Ministero dei lavori pubblici (Dec. Min. N. 557 del 30/11/1999 - norma sulla G.U. n. 225 del 26/09/2000) dice chiaramente che: Gli itinerari ciclabili si identificano con i percorsi stradali utilizzabili dai ciclisti, sia in sede riservata (…) sia in sede ad uso promiscuo con veicoli a motore (su carreggiata stradale). Dette linee guida sono finalizzate al raggiungimento degli obiettivi fondamentali di sicurezza e di sostenibilità ambientale della mobilità".

"Nei paesi europei le piste ricavate su carreggiata stradale esistono da anni e non presentano particolare pericolosità anzi, al contrario, negli incroci, sono più sicure delle piste su sede riservata. Come per tutte le novità bisogna solo “prenderci la mano”, sapere ad esempio che, in mancanza di ciclisti, la striscia discontinua è valicabile, mentre le automobili non devono invadere la corsia ciclabile nei casi in cui ci sia la doppia riga continua. In via Morane quando c'erano le auto parcheggiate, la sede stradale era molto più stretta e per i ciclisti il pericolo era decisamente maggiore di adesso".

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