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Verso la discussione del bilancio comunale, 28 gli emendamenti

Dalla giunta parere positivo a quelli di maggioranza e a quattro delle minoranze: barriere architettoniche, accessibilità on line, incentivi anti inquinamento e casa. Due gli emendamenti del sindaco su cultura e sicurezza

Sono 28 gli emendamenti al bilancio del Comune di Modena che hanno ottenuto il via libera tecnico in vista della discussione in Consiglio comunale di giovedì 25 febbraio. A presentarli tutti i gruppi consigliari, ad ecccezione del centrodestra (Forza Italia e Area Popolare). Uno dei 29 presentati, infatti, non ha passato il vaglio del parere di regolarità contabile ed è stato ritirato dal Movimento 5 Stelle (M5S): era la proposta di aumentare di 25 mila euro la dotazione di risorse destinate alla viabilità per realizzare un’App per i permessi Ztl tagliando una cifra equivalente dallo stanziamento per l’acquisto da parte del Comune dei quotidiani in edicola che però, essendo già stato impegnato interamente, non può ottenere il via libera.

Dei 28 emendamenti due sono stati presentati dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli (si tratta di aumenti di risorse per le politiche culturali, la sicurezza urbana e la manutenzione degli edifici pubblici), otto da M5S, tre da Per Me Modena, uno da Cambiamodena e 14 dai gruppi di maggioranza: quattro dal Pd, due da Futuro a sinistra (Fas), uno da Sel, due da Sel e Pd, uno da Pd e Fas e quattro insieme dai tre gruppi consiliari.

Se venissero approvati tutti si tratterebbe di modifiche al bilancio per circa un milione e 600 mila euro in parte corrente e intorno ai tre milioni per il conto capitale. “Cifre che comunque non cambierebbero la struttura della proposta della manovra finanziaria – è il commento della giunta – soprattutto perché molti emendamenti tendono a rafforzare indirizzi già presenti nelle politiche proposte dall’amministrazione”. Anche per questo motivo la giunta, come nei giorni scorsi ha anticipato in commissione consiliare l’assessora Ludovica Carla Ferrari, esprimerà parere favorevole oltre che sugli emendamenti presentati dal sindaco e dai gruppi di maggioranza anche su quattro proposte delle minoranze: due sono emendamenti di Per Me Modena relativi a 100 mila euro da prevedere nel Piano investimenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e a 5 mila euro in parte corrente per la mappatura dell’accessibilità on line di edifici e spazi comunali (mentre per l’emendamento da 50 mila euro sull’installazione di colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli si chiede la trasformazione in ordine del giorno per procedere prima alla definizione di un progetto), due sono presentati dal Movimento 5 Stelle e riguardano l’aumento di 200 mila euro del Fondo per l’affitto e la proposta di finanziare con 50 mila euro l’avvio di una campagna di incentivi per la sostituzione delle caldaie a gasolio. “Sia per la casa sia per la riduzione dell’inquinamento – è il commento della giunta – si tratta di proposte positive che rafforzano linee politiche già avviate”. I 200 mila euro arrivano da una riduzione del Fondi crediti di dubbia esigibilità così come 25 mila euro del secondo emendamento, mentre gli altri 25 mila da un riduzione delle risorse dei gruppi consiliari.

La giunta ha espresso invece parere negativo per l’emendamento proposto da Cambiamodena (150 mila euro per la Casa di Fausta dell’Aseop da finanziare con tagli, non condivisi, a contributi a Ert, Teatro delle Passioni e diverse associazioni culturali) e per gli altri del M5S: su 35 mila euro per controlli Isee e potenziamento dell’ufficio amministrativo della Polizia municipale (“i controlli non sono di competenza del Comune e gli uffici al momento risultano adeguati alle necessità”), su 10 mila euro per la formazione della protezione civile (“è compito della Regione, si può esaminare l’eventualità di interventi in conto capitale per acquisto e manutenzione di mezzi”), sul rifinanziamento con 150 mila euro del Patto sociale (“è un programma avviato in novembre, prima di impegnare altre risorse è opportuno terminare la sperimentazione”), su 50 mila euro per le politiche giovanili (“obiettivo condivisibile, ma non tagliando le risorse al programma di interventi per gli anziani”), su 300 mila euro di investimenti per la riqualificazione energetica da ricavare posticipando la realizzazione del Data center (“il Data center è considerato prioritario, ma gli investimenti per la riqualificazione energetica sono già previsti nel bando per la gestione calore ed energia per oltre sei milioni di euro”), su 500 mila euro per concedere per sei mesi a 200 famiglie un reddito di 400 euro mensili a sostegno del reinserimento lavorativo.

“Comprendiamo le motivazioni di fondo della proposta di introdurre un reddito minimo di cittadinanza – commenta l’assessora Ferrari – ma si tratta di un compito dello Stato e della Regione, e la Regione Emilia-Romagna ha già assunto la decisione di procedere in tal senso. Saremmo però favorevoli ad accogliere ordine del giorno che impegni il Comune, in assenza di provvedimenti nazionali o regionali, su un intervento con le caratteristiche del Patto sociale”.

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