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Sabato, 1 Ottobre 2022

Votare o non votare, questo è il dilemma

Tradizionalmente ligi a recarsi alle urne, molti sono i modenesi indecisi sul da farsi. Spetterà ai politici, e alla loro sensibilità territoriale, il compito di riportarli ad un importante diritto acquisito

A meno di una settimana dalle elezioni politiche, quali scenari si stanno aprendo nella nostra città? E in che modo i temi di natura locale influenzeranno negli ultimi giorni di propaganda la crescente disaffezione alle urne?  Per cercare di dare una plausibile risposta ad ognuno di questi quesiti, può essere senz’altro utile considerare gli aspetti salienti che hanno caratterizzato e che caratterizzano il tessuto sociale geminiano. 

Un capoluogo “rinascimentale”

Secondo alcuni insigni osservatori di livello nazionale, Modena rappresenta un vero e proprio esempio di vivibilità per chiunque intenda fruire di un contesto urbano a portata di mano. Dimensioni contenute che consentono spostamenti rapidi in qualsiasi direzione, servizi alla cittadinanza di discreto livello, reddito pro-capite superiore a quello di altre zone del Paese, comparti industriali all’avanguardia e un collaudato sistema educativo sono, ormai da sempre, i cavalli di battaglia di quanti intravedono all’ombra della Ghirlandina una concreta soluzione ai più comuni problemi di oggi. Idea, peraltro, in apparenza confermata dall’abituale affollamento del centro cittadino, animato da un accresciuto afflusso di turisti stranieri e da ammiccanti iniziative culturali. 


La serpeggiante irruzione della precarietà

Soffermarsi a descrivere, con parole lusinghiere, l’ordinario tran tran di tutti i giorni non renderebbe, comunque, onore alla più obiettiva sincerità rispetto ai delicati fronti su cui parecchi sono obbligati a misurarsi. Ci riferiamo, in primo luogo, all’esorbitante costo della vita che, a causa delle bollette e dei prezzi praticati per gli affitti e per numerose altre voci, contribuisce a fare di Modena una delle realtà più care d’Italia. Dato di non poco conto che, per quanto ancora attutito dalla residua disponibilità economica della classe media cittadina, sta producendo in larghe fasce della popolazione un progressivo impoverimento. Dimostrazione ne sono i meritori interventi delle associazioni umanitarie divenute un punto di approdo specie per chi, tra i modenesi, comincia ad avere difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena.  Argomento, questo, spesso oscurato da una certa mentalità piccolo borghese, ma che sarà in futuro davvero stringente.

Sicurezza e flusso immigratorio

Non meno trascurabile risulta, inoltre, il tema della sicurezza. Frequenti casi di rapina, atti di bullismo e violenza sulle donne hanno reso la città maggiormente insicura e alle prese con un flusso immigratorio poco controllato da quanti sono stati preposti alla funzione di prima accoglienza.  Un campanello d’allarme che, in presenza della destabilizzante crisi internazionale, può ulteriormente amplificare il già spinoso problema dell’integrazione. Chi ricorda la Modena di una volta, non pensiamo abbia remore a convenire di vivere in un ambiente ben differente pure dal punto di vista di un’espansione edilizia che non ha trovato in questi anni un riscontro estremamente favorevole tra gli abitanti.  Molte delle nuove tendenze ecologiche delineano, infatti, una più attenta utilizzazione del territorio soprattutto in previsione di una rivoluzione ‘green’ in grado di dare alle imprese industriali modenesi, ora in balia dell’incertezza, l’impulso necessario.

La discussione politica

Quanto fino ad ora detto non è altro che una breve divagazione dai temi nazionali che contraddistinguono la campagna elettorale. Forzatura, forse, eccessiva ma che vuole ricordare a coloro i quali sono impegnati a rappresentarci in parlamento l’impegno contratto con tante “convincenti” promesse. Per troppo tempo abbiamo assistito ad un alternarsi di politici propensi ad utilizzare le urne del capoluogo come trampolino di lancio verso Bologna o Roma per poi dimenticarsi di portare avanti quelle istanze locali che possono condizionare l’esito del voto in città. Non ci resta dunque che attendere uno sforzo significativo da parte sia dei candidati PD che di quelli del centro-destra chiamati, oltretutto, a fornire una chiara presa di posizione. Banco di prova, questo, che nell’ottica di una possibile alternanza, potrebbe proseguire sulla cresta dell’onda sino alle prossime amministrative del 2023.

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