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Grandi nomi al Liceo Tassoni: protagonista lo sport ai tempi del Covid

L'allenatore Angelo Lorenzetti, il campione olimpico Giuliano Razzoli, l'oro mondiale Ludovico Fossali: sono solo alcuni dei personaggi di spicco del panorama sportivo italiano che questa mattina hanno preso parte all'Assemblea di Istituto del Liceo A. Tassoni

Un paio di volte l’anno, la frenetica routine degli studenti delle scuole superiori si ferma per dare spazio all’Assemblea di Istituto. Ricordo i giorni di assemblea dei miei anni da liceale come una boccata d’aria fresca, assaporata dalle comode poltrone del Cinema Raffaello, bicchiere di caramelle gommose alla mano. L’immagine della sala cinematografica gremita di studenti appare oggi utopica, eppure la ricchezza dei contenuti, la bontà degli ospiti, l’attenzione dei moderatori, può, alle volte, non fare rimpiangere il passato.

Dire infatti agli studenti che l’unico giorno di svago del quadrimestre sarà comunque da passare in classe, distanziati, con mascherine sul naso, o in DAD con Google Meet riflesso degli occhiali non è compito facile. Invogliare loro ad una partecipazione attiva, seppur virtuale; presente, seppur a distanza, men che meno. Eppure, con un elenco di ospiti degno delle migliori tavole rotonde, docenti e rappresentanti di istituto del Liceo Scientifico A. Tassoni, questa mattina, ci sono riusciti.

A prendere la parola nel corso del dibattito, intitolato “Lo sport ai tempi del Covid”, sono stati alcuni personaggi di spicco del panorama sportivo italiano tra cui Angelo Lorenzetti, attualmente allenatore del Trentino Volley, che Modena difficilmente dimenticherà grazie ai traguardi raggiunti negli anni che lo hanno visto alla guida della prima squadra di pallavolo maschile.

“Da bambino, quando facevo delle marachelle, i miei genitori per punizione mi impedivano di vedere i miei amici” racconta l’allenatore quando gli viene chiesto come sia essere coach in tempo di pandemia, e come riesca a mantenere viva la passione negli atleti. “In questi mesi invece gli adulti, i politici, le istituzioni; ci hanno fatto credere che l’unico modo per fare squadra fosse stare distanti. Credo che abbiano usato un linguaggio sbagliato: sarebbe stato meglio dire che è necessario stare distanti per poter, in futuro, tornare a fare squadra” continua, raccontando come per prima cosa abbia cercato di eliminare questa distorsione linguistica e sociale. “Si pensa che stare vicini, per gli uomini, sia naturale; invece fare squadra, generare unione, richiede lavoro ed è fondamentale” prosegue narrando il paradosso del porcospino di Schopenhauer; e sottolineando come - anche in questo periodo in cui alla solitudine si è costretti - sia importante non dimenticare il valore dell’unione.

Sono tanti gli allenatori che lo succedono nel corso della mattinata: Gianni Ferraguti, Vicepresidente della Fratellanza, Pino Mestucci, ex docente del Liceo Tassoni, Tommaso Frilli, ex Preparatore Atletico della Nazionale di Sci; che riportando le loro esperienze, confermano l’approccio di Lorenzetti.

Seguono poi altri famosi sportivi, primo tra tutti Ludovico Fossali, Medaglia d’Oro ai Mondiali di arrampicata del 2019. Guidato dalle mirate domande dei Rappresentanti di Istituto Vittoria Tori e Matteo Gammino e della Professoressa Rosa Maria Coppelli, l’atleta racconta di come, nei primi mesi di lockdown, sia stato difficile mantenere la concentrazione e la costanza necessari ad un atleta del suo livello senza avere la possibilità di fruire degli impianti sportivi, ma anche che alla fine la sua perseveranza sia riuscita a prevalere. Un tema importante che Ludovico per primo affronta, è quello della possibilità, per uno sportivo professionista, di conciliare lavoro, affetti e svago. “Ho 23 anni, faccio undici allenamenti a settimana, spesso e volentieri lontano da casa. Sicuramente non è facile, ma mi sono circondato da persone che capiscono il mio sport e le mie priorità” racconta, senza nascondere che la vita dello sportivo sia sovente fatta di rinunce. Quando gli viene chiesto quali siano i suoi obiettivi futuri, Ludovico risponde “dare il meglio possibile”: d’altronde, ad aspettarlo sono le Olimpiadi di Tokyo.

Dopo Fossali, è il turno dell’intervento di un ragazzo che le Olimpiadi le ha vinte: lo sciatore Giuliano Razzoli, medaglia d’oro a Vancouver nel 2010, primo italiano a portare la nostra nazione sul podio dorato dopo Alberto Tomba. Gentile e sorridente, Giuliano racconta ai ragazzi la sua esperienza olimpica con una naturalezza disarmante: un esempio di umiltà che va oltre ogni titolo.

A conclusione della mattinata, la voce va agli studenti. Il Liceo Tassoni infatti, tra i banchi delle sue aule, vanta la presenza di giovani campioni. Chiara Barozzini, oro ai Campionati Italiani di Pattinaggio 2019, Ludovico Pinotti, atleta di interesse nazionale per la Ginnastica Artistica, e Lucrezia Zironi, prima canoista italiana a partecipare alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires nel 2018, si passano il testimone in una discussione che si fa, di intervento in intervento, sempre più interessante.

Dopo ore volate come fossero minuti, il suono dell'ultima campanella del giorno interrompe l'Assemblea, ma che gli stimoli ricevuti dai grandi sportivi presenti abbiano sugli studenti un impatto che non muore nel trillo metallico che risuona per i corridoi di Viale Reiter, pare sicuro. 

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