Capodanno alla modenese: tradizioni e curiosità sulle origini dei riti

Il capodanno modenese è veramente ricco di tradizioni, alcune che hanno migliaia e migliaia di anni alle spalle, e ricche di curiosità

In questo periodo dell'anno ci sono due tipi di persone: quelle che sanno cosa fare a capodanno e quelle che sono nel panico totale non hanno ancora deciso. Che tu appartenza al primo o al secondo gruppo, le tradizioni che come una routine ti riproporrai per la sera di capodanno saranno per lo più le stesse. E il territorio modenese è ricco di queste tradizioni legate al veglione, alla fortuna, a cosa si mangia e a riti celtici come la vecchi. Vediamo in questo viaggio tra presente e antichissimo passato.

Bruciare la vecchi: rito celtico

Quante volte ti sarà capitato di bruciare la Vecchia, specialmente se passi questo periodo dell'anno proprio nel modenese. E qua si notano già le prime differenze, infatti per i modenesi si chiama Vecchia, mentre per i bolognesi è il Vecchione. Questa tradizione vede al centro un manichino di legno e stoffa che è stato posto sopra un falò acceso proprio al concludersi del count down e quindi all'arrivo del nuovo anno. La tradizione vuole che in questo modo si brucino le cose vecchie per fare spazio al nuovo. E anche se spesso questo evento è accompagnato dalla presenza del parrocco di paese, questa tradizione è tutt'altro che cristiana, perchè risale agli antichi riti rurali dei celti, che ineggiavano gli dei accendendo il fuoco. 

La fortuna: uva o lenticchie?

I cibi che si ritengono portino fortuna a capodanno sono ben otto, ossia lenticchie, riso, bietola, mandarini, uva, melagrana, peperoncini e mano di Budda. La nostra tradizione vede competere nel portar fortuna due cibi in particolare ossia le lenticchie e l'uva. Le prime erano mangiate dagli antichi romani per celebrare la fine dell'anno solare. Non solo, venivano regalate all'interno di una borsa di cuoio che andava legata ad una cintura, pensando che una volta donate ad amici e parenti, queste potessero diventare monete. Di fatto i soldi erano portati in contenitori di tessuto legati alla cinta. Mentre l'uva è considerata portatrice di fortuna in quanto era sinonimo di abbondanza nell'antica Roma, ma non solo: si pensa che si debbbano mangiare 12 chicchi d'uva, uno per ogni mese. 

Le vere origini del Veglione

Erroneamente si tende a pensare che l'origine della tradizione del veglione e del 1° Gennaio, come data di inizio del nuovo anno, sia legata alla tradizione cristiana in quanto il primo giorno del nuovo anno si festeggia la Madonna. In realtà questa tradizione del veglione risale al 46 a.C con Giulio Cesare e con il calendario Giuliano, infatti prima il capodanno era il 1° Marzo. E per farvi capire quanto le nsotre tradizioni siano legate all'Antica Roma, basti pensare che il mese di Gennaio è in onore del dio Giano.

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