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Martedì, 23 Aprile 2024
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La cantante modenese che partecipò sei volte al Festival di Sanremo

Conosciuta internazionalmente per il suo caschetto d'oro e per il brano "Nessuno mi può giudicare", Caterina Caselli fece la storia della musica italiana partecipando al Festival di Sanremo negli anni 60, 70 e 90

“La verità mi fa male lo so, la verità mi fa male lo sai! Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu!” - è l’incipit di una canzone che ebbe un successo clamoroso, strabordante i confini nazionali, un brano che non si aggiudicò la vittoria del sedicesimo Festival di Sanremo ma che conquistò il primo posto delle classifiche italiane per undici settimane consecutive. Avete capito qual è? Chi la canta? Nessuno mi può giudicare della modenese Caterina Caselli. 

Appassionata di musica sin dall’adolescenza, Caterina Caselli entra a far parte del panorama della musica italiana a diciassette anni, quando partecipa al Festival di Castrocaro conquistando la semifinale. Un esordio grazie al quale la giovane cantante verrà notata da diverse etichette discografiche e con il quale darà il via ad una lunga carriera disseminata di successi tra i quali sei comparse in gara al Festival di Sanremo.

Festival di Sanremo 1966: il successo di “Nessuno mi può giudicare” 

Nel 1966 le sorti della cantante modenese si ribaltano. Il complice ignaro è Adriano Celentano che, in occasione del sedicesimo Festival di Sanremo, scarta il brano Nessuno mi può giudicare, appositamente scritto per lui, per sceglierne uno più in linea con il suo stile musicale, un brano destinato a scalare le classifiche italiane dal titolo Il ragazzo della via Gluck.  

Nessuno mi può giudicare viene dunque assegnato a Caterina Caselli, in coppia con l’americano Gene Pitney, e la notorietà si riversa sulla cantante modenese ancora prima che questa inizi a cantare. Ciò che a primo acchito colpisce il pubblico è la particolare acconciatura di Caterina, un caschetto biondo ideato appositamente per lei dagli stilisti Vergottini, che diverrà presto il segno distintivo della cantante modenese. Oltre, ovviamente, il brano scartato da Adriano Celentano, con il quale Caterina Caselli si esibisce magnificamente.  

Il brano è un successo. Nonostante il Festival di Sanremo sia vinto da Domenico Mudugno e Gigliola Cinquetti con il brano Dio, come ti amo, Nessuno mi può giudicare fa esplodere le classifiche italiane aggiudicandosi il primo posto del podio per undici settimane consecutive. Il brano viene tradotto in Spagna (Ninguno me puede juzgar) e Francia (Baisse un peu la radio). Viene girato anche un film, dal titolo omonimo, diretto dal regista italiano Ettore Maria Fizzarotti e per il quale recita la stessa Caterina Caselli. Inizia così una parallela carriera cinematografica. 

Sanremo 1967, 1969, 1970, 1971: le canzoni di Caterina Caselli 

L’anno che segue il successo di Nessuno mi può giudicare, Caterina Caselli torna sul palco di Sanremo presentando il brano Il cammino di ogni speranza in coppia con Sonny&Cher (Salvatore ‘Sonny’ Bono e Cherilyn Sarkisian). Non viene acclamato durante il Festival, nel quale non riesce ad entrare in finale, ma venderà un discreto numero di copie una volta terminata la competizione musicale.   

Dopo svariate canzoni di successo pubblicate nel 1968, anno in cui non parteciperà a Sanremo, tra cui Il volto della vitaL'orologio e Insieme a te non ci sto più, torna sul palco del salone delle feste del Casinò di Sanremo per tre anni consecutivi. Nel 1969 in coppia con Johnny Dorelli si esibisce con Il gioco dell'amore, accaparrandosi l’ottavo posto della classifica, mentre nel 1970 canta insieme a Nino Ferrer (Agostino Arturo Maria Ferrari) sulle note di Re di cuori. Il brano si ferma in finale e non convince l’opinione pubblica. Nel 1971, partecipa nuovamente al Festival di Sanremo cantando, in coppia con i Dik Dik, Ninna nanna (cuore mio). 

Il ritorno di Caterina Caselli al quarantesimo Festival di Sanremo 

Dopo vent’anni dall’ultima volta, Caterina Caselli torna al Festival di Sanremo nel 1990. Il panorama musicale italiano è cambiato: ad aggiudicarsi la Palma D’Oro saranno i Pooh, mentre Toto Cutugno, Amedeo Minghi e Mietta trionfano nel rispettivo secondo e terzo posto della quarantesima edizione del Festival. Caterina Caselli si esibisce con Bisognerebbe non pensare a te e riesce a raggiungere la finale classificandosi dietro ad Anna Oxa, Marcella e Gianni Bella, Mia Martini, Mango e Francesco Salvi. 

Dopo il Festival, ritirata da anni dalla scena, continua il ruolo di manager scoprendo talenti del calibro di Andrea Bocelli, Elisa, Negramaro e Malika Ayane. L’ultima comparsa in televisione è molto recente e risale al 12 dicembre 2021. Dopo svariati anni lontana dalla scena, Caterina Caselli è stata invitata da Fabio Fazio come ospite a “Che tempo che fa” in occasione dell’uscita del suo nuovo film “Caterina Caselli – Una vita 100 vite”. 

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