Quello che forse non sapevi su Sandrone e la famiglia Pavironica

Secondo la tradizione la famiglia Pavironica arriva dal fantomatico luogo del "Bosco di Sotto", dove ha avuto origine un mito che ogni Giovedì Grasso si riscopre in piazza Grande

Oggi è Giovedì Grasso e come ogni anno la tradizione porta i modenesi in piazza Grande per ascoltare lo sproloquio di Sandrone, Pulonia e Sorghiguelo.

Perché sono vestiti come nel 1700?

C'è spesso una gran confusione nel definire lo stile di vestirsi della famiglia Pavironica. E' infatti comune l'idea che si tratti della moda del 1800, dato che in quell'epoca nacque ufficialmente la maschera del Sandrone, in realtà lo stile è del XVIII secolo. Giacca di velluto a coste marrone, pantaloni al ginocchio della stessa stoffa, calze a righe trasversali bianche e rosse, gilet a fiori e robusti scarponi da contadino, questo è il vestiario settecentesco di Sandrone. Questa scelta di stile potrebbe avvalorare la tesi che in realtà la figura del Sandrone sia legata ad un contadino ricevuto a corte dagli Estensi proprio nel '700. 

Ma perché lo sproloquio avviene parla dal terrazzo di piazza Grande?

Nella storia modenese ci fu un anno in particolare in cui Sandrone non fece il suo sproloquio dal tradizionale terrazzo del Comune, ma da sopra la Preda Ringadora. La guerra aveva interrotto la tradizione dello sproloquio della famiglia Pavironica, ma nel 1946 per Giovedì Grasso, Sandrone si presenta ai cittadini modenesi che vedono il lui l'unico rappresentate vero e condiviso della comunità modenese. Così per avvicinarsi di più al popolo scegliere la Preda. 

Di dove è originaria la Famiglia Pavironica?

Si dice che la famiglia Pavironica abbia dimora nel "Bosco di Sotto". A lungo si è cercato questo luogo, che evidentemente non è una località geografica, ma più un luogo legato al mito e alla tradizione. Tre sono le teorie: si potrebbe trattare del Bosco di Rainusso che si trovava fuori dalla Villa della Pentetorri voluta dal duca Francesco I nel 1650 come residenza di villeggiatura. Opppure si potrebbe trattare del Bosco della Partecipanza, cioè tra Nonantola e S. Giovanni in Persiceto. Altri lo identificano con il bosco di San Felice. In tutti i casi si tratta di una località lontana dal rumore della città e questo basta ai modenesi per stimare Sandrone e il suo discorso se ha un sapore di "antica saggezza".

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Perché Sandrone si chiama così?

Sull’origine del suo nome si è disputato a lungo e l’ipotesi più accreditata è sembrata essere quella che fa riferimento al filo di ferro che si usava per sgorgare il lavandino intasato e che nell’Ottocento, a Modena, si chiamava “sgurài” ed anche “sgurghéghel”. Sgorghiguelo dunque, a motivo di una pessima abitudine del nostro personaggio, quella di ficcarsi le dita nel naso.

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