Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Irsina, la gemella di Sassuolo tra i borghi più belli della Basilicata (e d’Italia)

Dalla mirabolante tradizione del gioco della torre umana alle antichissime case grotte passando per il museo Janora e la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Ecco le peculiarità di Irsina, gemella di Sassuolo dal 1991

Gemellata con Sassuolo dal 1991, Irsina è un comune italiano abitato da circa 6mila persone che domina dall’alto dei suoi 548 metri d’altitudine la rigogliosa Valle del Bradano. Caratterizzata da antichi edifici e tradizioni, vediamo quali sono le peculiarità di uno dei borghi più belli d’Italia e qualche curiosità sul rapporto con la provincia di Modena.

La casa grotta Barbaro e le tradizionali case grotte di Irsina

Il centro storico di Irsina custodisce antichi, anzi antichissimi, edifici storici di estrema e delicata bellezza. Tra questi, impossibile non menzionare le tradizionali case grotte, simili ai sassi della vicina Matera ma dalle uniche fattezze. Disseminate per tutto il centro storico, esse furono costruite dagli irsinesi lungo l’antico tracciato delle mura medievali scavando la roccia per secoli e trasformandola  in vere e proprie dimore famigliari.

La più caratteristica e meglio conservata è la casa grotta Barbaro, scavata direttamente all’interno di due spelonche rocciose e attualmente tutelata dal Fondo Ambiente Italiano.

Altri edifici storici da non perdere:

  • Cattedrale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa del Convento di San Francesco (ex castello di Federico II) e Museo Janora
  • Chiesa della Madonna della Pietà
  • Chiesa di Maria Santissima del Carmine
  • Bosco di Verrutoli (area protetta e riserva naturale nel quale vive allo stato brado un gruppo di daini)
  • Palazzo Lombardi
  • Palazzo Cantorio
  • Palazzo Angeletti
  • Palazzo Nugent
  • Porta Arenacea
  • Porticella dei Greci
  • Porta Maggiore o di Sant'Eufemia
  • Porta della Provvidenza
  • Ruderi Porta Antico Castello Federico II

Un gemellaggio minato da... un tweet (di un profilo falso)

Nell’estate del 2013 è divenuto un caso diplomatico l'intervento su twitter di "@alsendech", profilo goliardico e canzonatorio di Luca Caselli, l’allora primo cittadino di Sassuolo. Il tema del contendere? Una dichiarazione per mano di questo profilo falso in merito al gemellaggio con Irsina, provincia di Matera, che ha rischiato, addirittura, di far saltare i rapporti fraterni tra le due cittadine. La frase incriminata, in risposta ad un altro tweet che proponeva un gemellaggio niente meno con la molto meno nota città di Miami: “an t'è bsa bouna ed discarrer in ingleis. Adesa a fam al gemellaggio con Maiemi, ch'a soun stóff di irsinèis”.

Il tweet è stato ripreso da un esponente della comunità irsinese di Sassuolo e ricondotto ad una dichiarazione ufficiale di Luca Caselli, trasformandosi in un delicato caso diplomatico con tanto di chiamata del Sindaco di Irsina, Angelo Raffaele Favale, per le dovute delucidazioni. Delucidazioni prontamente offerte dal vero sindaco sassolese Caselli, il quale ha minacciato sempre su Twitter di querelare gli autori del tweet goliardico.

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Pizzicantò, il gioco della torre umana

Robusti giovani si tengono stretti con le braccia disponendosi in cerchio. Su di loro si arrampicano altri giovani fino a formare una "Torre" la cui altezza varia da luogo a luogo. Non appena raggiungono l'equilibrio, l'uno sulle spalle dell'altro, la "Torre" inizia a ruotare su se stessa al ritmo di strofe che alludono al pericolo, sempre imminente, di un capovolgimento sociale: nel continuo ruotare coloro che sono di sopra devono reggersi stretti per non cadere, così come chi è di sotto deve reggere con forza chi è sovrastante. Questo è il tradizionale gioco del P’zz’cantò, o Pizzicantò, conosciuto comunemente come il gioco della Torre Umana.

Ad Irsina ogni anno a fine maggio, in occasione della festa della Pietà, si radunano per le strade del paese i pizzicantari, un gruppo di tredici persone pronti a formare le torri umane secondo lo schema 7+4+2. Una volta formata, la torre sfila per le vie del borgo girando su se stessa, mentre i pizzicantari si sfidano a colpi di filastrocche dialettali cercando allo stesso tempo di mantenere l’equilibrio e non permettere il crollo della propria torre.

Curiosità:

Nel dicembre 2011, data la notevole affinità tra il gioco del pizzicantò ed i Castells della Catalogna, si è svolta la seconda edizione del Festival internazionale delle torri umane, con la presenza di gruppi provenienti da diverse zone dell'Italia e dalla Catalogna stessa e, per la prima volta, il Festival ha interessato anche la città di Matera.

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