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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Gionata Orsini, l'artigiano modenese che scolpisce volti

Tra i borghi ed i boschi del Frignano è molto probabile incappare in mistiche creature scolpite nella pietra delle case o nel legno dei tronchi secchi. Si chiamano Marcolfe e oggigiorno sono realizzate da un artigiano di Fanano

Incomincio a scrivere questo articolo rivolgendo all'attenzione dei lettori un quesito, una semplice domanda. Vi è mai capitato, avventurandovi tra i sentieri e tra le fronde dei boschi del Frignano, assorti nel silenzio e nella tranquillità della vegetazione, di scorgere, quasi all'improvviso, un volto? Un volto che vi scruta con minaccioso sguardo. Oppure, usciti dal folto della vegetazione, vi è mai capitato di incamminarvi per le strade acciottolate di un'antica borgata di Appennino e imbattervi, inaspettatamente, in un volto? Un volto che vi osserva con circospezione e sospetto. Non sono volti umani, o quasi. Sono volti impassibili, poichè scolpiti nelle pietre delle case e nel legno di alberi caduti, e sono volti minacciosi, realizzati per proteggere le case e i suoi abitanti dagli spiriti del male. Sono i volti, denominati Marcolfe, scolpiti in passato dalla maestria di antichi scalpellini, recuperata ai giorni nostri da un artigiano di Fanano. Il suo nome è Gionata Orsini.

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Gionata, anche denominato "Gionata Dimensione Marcolfa" o "Guru della Marcolfa", cosa sono le Marcolfe e cosa rappresentano? 

"Le Marcolfe sono parte di una tradizione molto antica, comune a molti popoli del mondo, e che nel Frignano è ancora viva, ovvero scolpire teste di pietra o di legno e apporle davanti alle case, soprattutto quelle appena costruite, per protezione. Alcuni ricercatori ne fanno risalire l'origine ad un rito piuttosto macabro che i Friniates, antica popolazione che viveva queste montagne, compiva al termine di ogni battaglia: decapitare le teste dei nemici, infilzarle con la punte delle lance e posizionarle davanti alle proprie abitazioni. In tempi più recenti questa tradizione si è modificata e sostituita con la riproduzione delle teste scolpite nella pietra o nel legno.  A volte mi chiedono perchè non le realizzo con volti sorridenti, mi rifaccio a quelle che vedo in giro, e quelle non sorridono, le teste dei morti non ridono, devono scacciare via il male, devono essere cattive e brutte".

"A Fanano, ma anche in altri borghi del Frignano, le possiamo incontrare sull'architrave della porta d'ingresso delle case o delle stalle, oppure nell'angolo da cui è iniziata la costruzione. Sono soprattutto volti d'uomo di varie forme e dallo sguardo minaccioso, ma si possono trovare anche i Pirunzìn, animali di fantasia simili ad uccelli notturni, spesso scolpiti nella pietra e racchiusi dentro gabbie di ferro. Sin da piccolo, poi, mi piace lavorare anche il legno. Nonostante abbia una formazione artigianale sulla lavorazione della pietra, da qualche anno ho perfezionato anche quella del legno. E sono anche appassionato di camminate in montagna. Dunque, unendo le due cose, ho cominciato a intagliare volti nei boschi di Fanano su tronchi d'albero potati, secchi o caduti. Sono volti dai tratti severi e dalla barba lunga, spiriti che proteggono il bosco e i suoi abitanti. Ma anche in paese: poco tempo fa ne ho realizzato uno di grandi dimensioni che è stato posizionato per qualche mese in piazza a Fanano. Ora si trova all'interno di un parco".

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