rotate-mobile
social

Folklore modenese | I proverbi dialettali dedicati a chi non ha mai voglia di lavorare

Si chiamano "ciocapiàt" e sono, in dialetto modenese, tutte quelle persone che sul posto di lavoro tentano di fare il meno il possibile e perdere tempo in chiacchiere

Come viene definito in dialetto modenese quello scaltro collega che riesce in qualsiasi occasione a sfuggire alla mole di lavoro giornaliera? Quello che intrattiene tutti con in infinite chiacchiere pur di non faticare? In dialetto modenese i modi di dire sono tantissimi! Ve ne proponiamo alcuni:

1. Sta atèint ch'a-n t'vègna l'ernia

Sta attento che non ti fuoriesca l'ernia

L'avvertimento - palesemente ironico - si soleva rivolgere a coloro sempre pronti a trovare scuse e imprevisti per lavorare il meno possibile

2. S'a-n mòr éd fam, éd fadìga a-n mòr éd sicùr

Se non muore di fame, di fatica non muore di sicuro

3. "L'è un ch'l'aiùta Savègn"

- "E Savègn che làvor fal?"

- "Savègn? A-n fa gnint!"

- E' uno che aiuta Savino. 

- E Savino che lavoro fa? 

- Savino? Non fa niente!

Gioco di parole per indicare qualcuno che non ha mai voglia di lavorare.

4. Pìgher a magnèr, pìgher a lavurèr

Pigro a mangiare, pigro a lavorare

5. L'è un ciocapiàt

E' un cioccapiatti

Sul posto di lavoro, il cioccapiatti è colui che intrattiene in infinite conversazioni e chiacchiere tutti gli altri lavoratori. Il proverbio deriva  dall'abitudine dei venditori ambulanti, in occasione delle fiere di paese, di far "cioccare" pentole e stoviglie tra loro per attirare l'attenzione dei passanti e convincerli dell'elevata qualità della merce in vendita.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Folklore modenese | I proverbi dialettali dedicati a chi non ha mai voglia di lavorare

ModenaToday è in caricamento