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Sabato, 18 Maggio 2024
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Folklore modenese | I 5 proverbi sul Natale tipici del dialetto di Modena

Il 25 dicembre si avvicina! Ecco allora una raccolta di modi di dire dialettali sul Natale della tradizione modenese

Quali sono i proverbi legati al Natale propri del dialetto modenese? Di seguito alcuni tra i più popolari:

1. L'è mèi avér al lóv in dal pulèr che al sòl al dè ed Nadel

"Meglio avere il lupo nel pollaio che il sole a Natale" - il proverbio, appartenente al mondo contadino, è antico ma declinabile anche ai giorni nostri: un 25 dicembre soleggiato, viste le temperature in costante rialzo, potrebbe essere uno scenario natalizio modenese non del tutto impensabile.

2. Nadel  a cà di tó e Pasqua cun chi  t'vó

"Natale a casa dei tuoi e Pasqua con chi vuoi" - proverbio molto popolare ancora oggi legato alle tradizioni famigliari: è infatti consuetudine, a Modena e in tutte le città italiane, trascorrere la giornata di Natale in famiglia mentre altre festività, come la Pasqua, in compagnia di amici, colleghi o persone estranee alla famiglia.

3. Chi-n zóga per Nadel, chi-n bala per Carnevèl, chi-ns'imbèrièga per San Martèin al srà sèimper un pelegrèin

"Chi non gioca per Natale, chi non balla per Carnevale, chi non si ubriaca per San Martino sarà sempre un poveraccio" - durante le feste bisogna far divertire e, soprattutto, sapersi divertire: ecco perchè è indispensabile, secondo la tradizione modenese, giocare insieme ai membri della propria famiglia a Natale, ballare per Carnevale (se in maschera ancor meglio) e bere un bicchiere di vino in più per San Martino (11 novembre).

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4. Par Nadēl ogni galátt al sô pulēr

"Per Natale ogni galletto al suo pollaio" - dove "galletto" sta per "figlio" e "pollaio" per "famiglia". Come detto nei proverbi precedenti, era tradizione che l'intera giornata del 25 dicembre si passasse in famiglia e che dunque anche i membri più giovani di questa dovessero prediligere la compagnia di fratelli, sorelle e parenti invece che a quella degli amici.

5. Al dzun prèma ed Nadel can e gat i l'han da fèr

"Il digiuno prima di Natale lo devono fare (anche) i cani e i gatti" - la vigilia di Natale era considerata una giornata di veglia, di preparazione al Natale, una giornata nella quale, per l'appunto, tutti i membri della famiglia erano tenuti a digiunare.

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