Un borgo che sembra congelato nel tempo, uno sguardo al meno popoloso dei comuni modenesi

Nella provincia di Modena vive preservato dall'incuria del tempo un comune abitato da meno di 700 persone

Sotto l’ombra maestosa del Cimone, abbarbicato sulla cresta dell’Appennino Modenese, si nasconde il paese popolato dal minor numero di abitanti dell’intera provincia di Modena.

Tuttavia, non rimangono precluse ai nostri occhi le bellezze naturali dei suoi laghi, torrenti, cascate, le meraviglie architettoniche e la vitalità dei poco più di 600 abitanti che animano un borgo medievale ricco di storia e tradizioni. Addentriamoci allora con il pensiero, in attesa di poter tornare ad esplorare il nostro variegato territorio, tra le pittoresche e antiche vie di Riolunato.

Il borgo di Riolunato

Il nucleo più antico di Riolunato coincide con Piazza del Trebbo, centro nevralgico del paese dal quale si snodano le pittoresche strade in sasso, retaggio di epoche passate. Sulla piazza si affaccia l’inconfondibile Casa Gestri, attuale sede della comunità civica, impreziosita da un arengo e da un affresco raffigurante la Vergine risalente al 1400.

Attraverso antiche porte ad arco e splendidi giardini, gli storici sentieri acciottolati conducono il passo verso la seconda piazza principale del paese, Piazza Don Antonio, o della Chiesa, dedicata all’amato Don Antonio Battilani. Semplice ed elegante, svetta la Chiesa parrocchiale nella quale fu parroco per più di quarant’anni.

Gioielli paesaggistici: Cascata del Rio Monio, Ponte della Luna, Villa Tosi Bellucci

Groppo, Castellino, Castello, Serpiano, ogni frazione è un tassello che impreziosisce e completa l’antico borgo medievale. La bellezza incontaminata delle cascate naturali del Rio Monio convive con i frequentati laghetti adibiti alla pesca, mentre l’antica villa Tosi Bellucci, immersa nella fitta vegetazione, attira turisti e visitatori  quanto d’inverno le bianche piane per lo sci alpino o d’autunno il Ponte della Luna sullo Scoltenna.

Appennino | I ponti medievali di antica bellezza che attraversano lo Scoltenna

Inoltre, tracce del primo nucleo della comunità di Riolunato si trovano a Castello, piccola frazione casa natale della temuta famiglia di Montegarullo la quale viveva in un prestigioso castello di cui oggi rimangono solamente resti del ponte levatoio.

Un borgo ricco di vita: la tradizione dei Maggi

La tradizione popolare si dipana in tre momenti principali: il Maggio drammatico, il Maggio lirico-profano (o Maggio delle Ragazze) e il Maggio delle anime purganti.

Ogni tre anni, nella notte tra il 30 Aprile ed il 1° Maggio, le strade di Riolunato si animano a festa con i tradizionali canti dei Maggiolanti. Tradizione vuole che essi, uomini e ragazzi dai 14 anni in su, si rechino nella notte dal sindaco e dal prete del paese per chiedere il permesso a “cantar Maggio”. Una volta accordato, proseguono il cammino fermandosi di casa in casa cantando ad ogni porta sonetti  che riprendono vizi, virtù e auguri di ogni famiglia.

La seconda Domenica del mese di Maggio, invece, è dedicata alle ragazze ( quelle anticamente definite “in età da marito”) le quali sfilano per le vie fino ad arrivare nella Piazza del Trebbo e nella Piazza della Chiesa. I festeggiamenti procedono con doni, balli e canti tradizionali.

Terra d’esperanto

Riolunato non è solamente nota per le bellezze della natura e della tradizione. Grazie all’autore francese Albert Gallois il paese fu uno dei primi comuni italiani ad ospitare un’associazione esperantista. Ce lo rammenta tuttora Piazza Esperanto, luogo di ritrovo dedicato al Congresso Internazionale Esperantista svoltosi a Riolunato agli albori del 1900.

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