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Letteratura | 5 scrittrici contemporanee che dipingono una nuova generazione d'italiani

Non solo Ferrante, Bignardi o Montalcini, la letteratura italiana contemporanea femminile è molto più ricca di quanto si possa immaginare. Ecco 5 scrittrici che lo dimostrano

Il panorama editoriale italiano cambia insieme ad una società che si evolve, che conosce nuovi volti e si intreccia a nuove culture in un mosaico di ricchezza e armonia che non vedrà mai prevaricazione; testimone ne è la letteratura italiana contemporanea femminile. Vi proponiamo dunque, in occasione della festa della Donna, cinque scrittrici, tra le decine di penne femminili contemporanee, che con sensibilità e coraggio raccontano le speranze, i desideri e le paure di una nuova generazione d’italiani.

Igiaba Scego

Igiaba Scego è scrittrice, giornalista e ricercatrice italiana di origine somala. Con voce pacata ma allo stesso tempo graffiante e determinata, Igiaba racconta la quotidianità di una fetta di popolazione continuamente stigmatizzata e stereotipata, ascolta e dialoga con i pensieri, i sentimenti, timori e obiettivi, di ragazzi e ragazze, uomini e donne, bambini e bambine figli di immigrati. Ne carpisce le speranze e condivide i precari equilibri di senso d’appartenenza tra più culture, tema che si rivela filo conduttore della bibliografia di Igiaba.

Nel 2003 pubblica il romanzo d’esordio “La nomade che amava Alfred Hitchcock” mentre nel 2007 cura insieme a Ingy Mubiayi la raccolta “Quando nasci è una roulette. Giovani figli di migranti si raccontano”, storia di 14 ragazzi di origine africana nati a Roma che si confrontano su temi quali il rapporto con i coetanei, la religione, sogni e razzismo. Nel 2011 vince il Premio Mondello con “La mia casa è dove sono” edito nel 2010 da Rizzoli, mentre con “La linea del colore” si aggiudica il Premio Napoli sezione narrativa 2020.

Claudia Durastanti

Esordisce nel 2010 con “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra”, romanzo con il quale si aggiudica il premio Mondello Giovani, il Premio Castiglioncello Opera Prima e raggiunge la finale al Premio Jhon Fante, arrivando infine all’ambitissimo Premio Strega.

Nel 2019, infatti, la scrittrice e traduttrice italoamericana, dà alle stampe “La Straniera”, un memoir d’auto-fiction dedicato alla figura materna, un viaggio alla ricerca di una patria e di un’identità con il quale entra nella cinquina finale del Premio Strega e vince il Premio Strega Off.

Emma Piazza

Genitrice di “L’isola che brucia”, Emma Piazza è scrittrice e assistente per un’agenzia di scouting letteraria, nasce a Pavia da madre italiana e padre corso, risiede a Barcellona. Disponibile nelle librerie di tutta Italia da Gennaio 2018, il romanzo edito da Rizzoli ha subito riscosso un importante successo e i diritti sono stati venduti in diversi paesi europei.

Sinossi de “L’isola che brucia”

Il sole sorge dal mare e diffonde i colori dell’alba, Teresa è immobile davanti a una ripida scogliera e ripensa alle ombre della notte appena passata. Non sarebbe mai dovuta tornare in Corsica, la terra di suo padre. Ma la promessa di ereditare una casa e il miraggio di una vita più stabile per il bambino che porta in grembo l’hanno spinta fin qui, a ripercorrere i passi dell’infanzia. Ben presto, però, un vortice di misteri, violenza e vendetta la travolge senza lasciarle scampo e Teresa diventa prigioniera dell’isola. Riuscirà a salvare la propria vita e quella di suo figlio? Nessuno può scappare dalle proprie origini, anche quando a minacciarti sono le stesse persone che dovrebbero proteggerti...

Anna Giurickovic Dato

Avvocato, sceneggiatrice, scrittrice. Anna Giurickovic Dato, siciliana e residente tra Roma e Parigi, esordisce nel 2017 con “La figlia femmina” tradotto all’estero in cinque paesi e dipinto da Fazi editore come “sensuale come una versione moderna di Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia”, un’immersione tra i segreti perturbanti di una famiglia non comune.

Della stessa autrice “Il grande me”, pubblicato nel settembre 2020, un romanzo di forti impatto e sincerità nel quale centrale è l’interrogazione sulla figura del padre.

Lorena Spampinato

Classe 1990, Lorena Spampinato nella vita si occupa di editoria e comunicazione nella sua amata Catania. A 18 anni pubblica il romanzo “La prima volta che ti ho rivisto” a cui seguono “Quell’attimo chiamato felicità” e “L’altro lato dei sogni”.

Notata da Lidia Ravera, l’ultimo romanzo “Il silenzio dell’acciuga” viene proposto all’edizione 2020 del Premio Strega. Un romanzo ritratto di un Mezzogiorno del secolo scorso, macchiato da severi e patriarcali metodi educativi che donne e giovanissime ragazze carismatiche avranno il coraggio di sfidare.

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