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Valentina e la passione-lavoro per le miniature: "L'artigianato artistico ci insegna a soffermarsi sui dettagli"

Antiche librerie, ambientazioni vittoriane e retrò, ma anche vetrine di moderni negozi e cafè riprodotte in miniatura nei minimi dettagli: sono le creazioni di una artigiana modenese che ha lasciato il posto fisso per inseguire la sua passione

Nella Chicago del Novecento visse una donna che seppe dare, attraverso creatività, manualità e professionalità, un notevole contributo alla risoluzione e allo studio di casi di omicidio. Il suo nome era Frances Glessner Lee, la sua professione miniaturista del crimine.

Munita degli oggetti e dei materiali più disparati, Frances era capace di realizzare accurate ambientazioni in miniatura delle scene dei crimini che si svolgevano nella sua città. Oltre al cadavere, riprodotto nelle posizioni indicate sui rapporti di polizia e autopsie, ogni dettaglio secondario veniva riprodotto scrupolosamente: un posacenere rovesciato, le etichette sui barattoli, un proiettile incastrato nel muro, il colore di vestiti e tendaggi. L'obiettivo non era risolvere il caso, ma imparare ad osservare con attenzione.

Nella Modena del 2022, invece, vive tra le campagne carpigiane una donna che coltiva una passione simile a quella di Frances Glessner, una passione che è anche un lavoro e - come lei stessa definisce - una necessità. Ha 46 anni, si chiama Valentina (in arte @segretidibri) ed è un'artigiana che realizza diorami e miniature.

"Ho lavorato come grafica per tanti anni e allo stesso tempo ho sempre avuto la passione per la pittura, il restauro di mobili antichi, la creazione di gioielli e soprattutto diorama. Le mie creazioni sono al 98% fatte di carta, anche quelle che sembrano legno. Dietro ad esse ci sono vere e proprie storie: le ascolto e le traduco. Sono storie particolari, angoli di casa, vecchie case in cui ho abitato, case delle mie nonne, oppure immagini in sogno, idee che ho in testa e che man mano riverso nelle mie creazioni".

Le ambientazioni che Valentina crea in scala ridotta riproducono scene, oggetti o luoghi di vario genere. Ci sono ambienti legati al passato, vittoriani o retrò, ispirati ai romanzi di Edgar Allan Poe ed Emile Zola, ma anche quelli più moderni, come vetrine di negozi francesi o cafè italiani. Le sue preferite sono le librerie: uno ad uno, Valentina costruisce i piccoli libri che andranno a comporre le librerie in miniatura, ne dipinge le copertine, si sofferma sui minimi dettagli. Un gatto che sonnecchia in un angolo, una lettera antica semiaperta, un teschio sulla scaffalatura.

"Ho scoperto la passione per le piccole cose, per i piccoli mondi, per i dettagli. E anche il fatto che non mi fermo in superficie. Non ne posso fare a meno, sono i segreti che ci sono nei piccoli mondi. E' una passione, ma più una necessità. Mi piace l'idea che quando affido una creazione, si porta un piccolo segreto a casa sua. Un segreto che conosciamo solo io... e il mio gatto".

Valentina lavora soprattutto di notte. Dalle due del pomeriggio alle cinque della mattina. Tutti i giorni, festività incluse. Se sbirciassimo dalla finestra dello studio di casa sua - ci racconta - potremmo scorgerla china su un tavolo da lavoro ingombro di carte e materiale vario, intenta ad incollare, dipingere o assemblare un pezzo dopo l'altro delle sue miniature. Oppure, testare tinture e intrugli, a volte con le mani rese marroni dal caffè che utilizza per tingere le pagine di album e taccuini presenti nei diorami. Accanto ha il gatto, fedele spettatore delle notti di lavoro.

"Il mio nome @segretidibri nasce dalla mia gatta che si chiamava Bri. Lavorando di notte ce l'avevo sempre accanto ed era l'unica che sapeva cosa stessi combinando. Oggi il gatto è un altro (nella vita ho vissuto con più di 200 gatti, a volte con 15 insieme)".

"La carta è la base di tutto. Utilizzo un cartone più spesso, finlandese, e poi carte con fantasie per ricoprire o dare effetti legno o muratura. L'idea di usare completamente la carta è venuta provando e riprovando. Alcuni dettagli sono in metallo, altri in gesso fatti e colorati da me. A volte uso il fimo, per esempio per riprodurre un dolcetto o una torta: tutto quello che posso lo faccio io, ci tengo. Tengo qualsiasi cianfrusaglia, chi lo sa che domani questa foglia non può diventare un'altra cosa, una mini bottiglia di vetro [indica una fogliolina di una pianta finta appoggiata come segnaposto sul tavolino da caffè intorno al quale stiamo parlando]. E' il bello di vedere oltre l'oggetto".

"Non mi interessa guadagnare chissà quali soldi. A me basta star bene, mi basta guadagnare il tanto che basta per comprare le carte. Non ci rinuncerei più".

E conclude:

"Se muoio tutti i miei materiali me li butti nella cassa, magari nell'aldilà faccio robe come i faraoni con i gioielli nelle piramidi. Se non ci stanno in una cassa ne fai due, non mi interessa. Vabbè, so' strana".

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