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Il ceppo di Natale | L'antica tradizione ravviva la notte della Vigilia anche nell'Appennino modenese

In Italia anche l'Appennino modenese ha il suo ceppo di Natale, simbolo antico di buon auspicio e salute

Dai Balcani agli Urali, dalle Alpi all’Appennino tosco-emiliano, la tradizione del ceppo di Natale scrive una tra le più antiche pagine della storia e della cultura folkloristiche di interi popoli d’europa. Seppur con interpretazioni ed origini variegate elemento imprescindibile della tradizione è il ceppo, un grosso tronco di legno di frassino, pino, quercia o betulla che si poneva nell’androne del camino la notte della Vigilia di Natale e si lasciava lentamente ardere per dodici notti fino alla giornata del 6 Gennaio. In seguito, i resti del ceppo, ai quali si attribuivano proprietà magiche e  buon auspicio per il raccolto e la salute del bestiame, venivano conservati e riutilizzati per il Natale successivo.

Origini e significato del ceppo di Natale

Si tratta di un’usanza molto antica, risalente almeno al XII secolo, di origine precristiana.

Alcuni studiosi vedono nella tradizione del ceppo riminiscenze dell’accensione annuale del focolare sacro, centro della vita famigliare e, allo stesso tempo, dimora degli spiriti degli antenati mentre secondo l’interpretazione cristiana, il ceppo era simbolicamente necessario a riscaldare l’appena nato Gesù Bambino.

Il ceppo di Natale nell’Appennino modenese

L’antica tradizione era fortemente radicata anche tra le borgate del nostro Appennino. Secondo numerose testimonianze la notte della Vigilia di Natale il capofamiglia soleva scegliere e preparare il ceppo con estrema cura e attenzione: doveva essere robusto e resistente, capace di ardere per giorni interi e riscaldare l’abitazione e il Gesù Bambino appena nato che, secondo la leggenda, avrebbe necessitato del dolce tepore del focolare. Dopodichè si poneva il ciocco dietro agli alari del camino, si accendeva il fuoco e la famiglia riunita intorno si raccoglieva in un silenzioso momento di veglia e adorazione fino alla mezzanotte.

Nel mentre, la nonna della famiglia soleva filare un po’ di canapa e, tra un rintocco e l’altro della mezzanotte, un giovane membro della famiglia correva verso i frutteti per legare i filati di canapa intorno ai tronchi degli alberi. L’anno nuovo avrebbe fruttato così un buon raccolto.

La fiamma del ceppo, durante i dodici giorni che separano il Natale dall’Epifania, veniva periodicamente ravvivata fino al 6 Gennaio, giorno in cui le ceneri rimanenti venivano raccolte e conservate per il Natale successivo poichè considerate simbolo di buon auspicio.

Se l’uomo si occupava del ceppo, compito della donna era la raccolta di ramoscelli di ginepro, i quali venivano appesi in mazzolini lungo le pareti di casa. Secondo la tradizione cristiana, l’arbusto era capace di portare all’interno delle abitazioni la benedizione della Madonna: voci narrano che Maria, per sfuggire alla cieca violenza delle guardie di Erode, si nascose con in braccio Gesù Bambino dietro l’unico albero presente sul sentiero, un ginepro per l’appunto.

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