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Sestola, Dicembre 2020. Foto: @thepignis

Sestola, Dicembre 2020. Foto: @thepignis

Tesori d'Appennino | 10 borghi immersi nella natura modenese da visitare in giornata

Per una gita in giornata o una scampagnata nel weekend tra i monti innevati ecco una lista di 10 borghi dell'Appennino modenese da riscoprire ed esplorare (in sicurezza)

L'Appennino modenese è scrigno di gemme preziose dal preservato fascino antico, di perle del territorio da esplorare ( rispettando le normative anti-Covid) e valorizzare, da vivere in armonia con le comunità dei luoghi. Ecco allora una lista con qualche breve consiglio di 10 borghi e paesi dell'Appennino modenese da riscoprire in una gita in giornata o in un weekend!

Serramazzoni

Varie leggende aleggiano intorno a Serramazzoni, comune del Frignano in cui la storia, testimoniata dagli antichi castelli delle frazioni Monfestino e Pompeano, s’intreccia con il fascino incontaminato della natura circostante. Esempio lampante sono le Cascate del Rio delle Borre e le Cascate del Bucamante.

Le Cascate del Bucamante 

Un’antica e tragica leggenda aleggia nei dintorni delle acque delle cascate del Bucamante. Si narra infatti che una ricca nobildonna di nome Odina cadde un giorno in amore con un umile pastore, Titiro, un amore proibito dalle differenti classe sociali, osteggiato dalla famiglia di lei e impossibilitato a vivere alla luce del sole. Per disperazione i due amanti decisero di togliersi la vita gettandosi tra le acque del torrente suggellando in questo modo il loro amore nell’eternità della morte. Da questa leggenda e, nello specifico, da “buca” degli “amanti” , deriva il nome odierno de Cascate del Bucamante.

Percorso Odina e Percorso Titiro

I percorsi principali nei quali avventurarsi sono due: il percorso Odina è il percorso più basso che costeggia il fiume, semplice e ideale per ammirare l’imponenza e la maestosità delle cascate dal basso, mentre il percorso Titiro si inerpica sempre più in alto e conduce in cima alle cascate, dove tra massi, ponticelli di legno e folta vegetazione si può contemplare il fascino dello scorrere dell’acqua che va a infrangersi nel letto basso del fiume. Immersi nel verde del bosco sembra di vivere nei paesaggi descritti tra le pagine de L’Orlando Furioso in un vero e proprio locus amoenus: orchidee, peonie, edera, liane, la vegetazione veglia padrona sulle cascate degli amanti.

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Da non perdere:

  • Sasso delle Streghe
  • Salsa della Cintora
  • Torre della Bastiglia
  • Pieve di Rocca Santa Maria

Marano sul Panaro

Sulla sponda sinistra del fiume Panaro si trova uno dei borghi di montagna in cui il legame tra uomo, natura e territorio diventa più tangibile, un valore rispettato e ossequiato che la quercia posta al centro della piazza principale dimostra. E’ casa di prodotti tipici quali ciliegie, gnocco fritto, crescentine e borlenghi, ma anche immensi parchi naturali e fluviali dove poter ammirare flora e fauna d’Apennino, come il Parco Fluviale lungo il fiume Panaro o il Parco Faunistico di Festà, e percorsi da trekking o da mountain-bike.

Un percorso consigliato

 Per ammirare la meraviglia natura dei cosiddetti “bombi di Ospitaletto” c’è un apposito sentiero che incomincia dalla parte opposta alla Chiesa di Ospitaletto, scende in discesa fino alla strada principale e, se la si attraversa in direzione Castelvetro, si arriva fino alle Salse di Ospitaletto dove poter osservare le emissioni naturali dei bombi.

Da non perdere:

  • Parco commemorativo dell’Ecidio di Ospitaletto
  • Museo di ecologia e Storia Naturale
  • Complesso del Colombarone, antica dimora dei Montecuccoli
  • Chisa di S. Lorenzo
  • Oratorio di Marano Vecchio
  • Parco Faunistico di Festà e i calanchi
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