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Sabato, 22 Gennaio 2022

A Parma più alberi e arbusti per prevenire il rischio di frane da pioggia

Grazie ad uno studio predittivo su base scientifica si potranno ridurre i rischi legati all’innesco dei “soil slip”, i movimenti franosi indotti da pioggia

Una “stretta di mano” e una significativa convenzione quadro per la realizzazione di iniziative e progetti comuni. Un “patto” che mira a rafforzare la difesa delle aree montane e la tutela delle comunità che le abitano, sviluppando e approfondendo la ricerca e la formazione sulle importanti tematiche della riduzione dei rischi legati all’innesco delle frane, grazie all’uso di nuove e più preformanti tecniche di eco-ingegneria per la stabilità dei pendii, in un territorio, quello di Parma, che è per sua conformazione molto colpito dal dissesto idrogeologico.

Obiettivi della collaborazione

La collaborazione fra Consorzio di Bonifica Parmense e Università degli Studi di Parma ha lo scopo di verificare nella pratica, attraverso interventi sul territorio, il modello teorico redatto dall’ateneo e finalizzato alla previsione delle frane superficiali indotte da pioggia, che prevede anche l’utilizzo di adeguate essenze arboree, al fine di aumentare la resistenza del terreno in termini di coesione radicale. L’obiettivo futuro, in caso di risultati positivi, potrebbe essere anche quello di intraprendere un confronto con le Amministrazioni competenti sull’importanza di promuovere tale modello teorico utile a valutare l’effetto benefico delle inclusioni radicali nei confronti della stabilità dei pendii soggetti a frane pluvio-indotte.

Caratteristiche del territorio e azioni a tutela

I movimenti franosi indotti da pioggia (tecnicamente: “soil slip”) coinvolgono la parte superficiale dei terreni e sono tipici degli ambienti montani: si verificano solitamente nelle zone prealpine, in Appennino o nell’alta fascia collinare. Si tratta di fenomeni estremamente pericolosi a causa sia della loro imprevedibile localizzazione, essendo spesso privi di qualsiasi segnale che lasci presagire un imminente accadimento, sia della velocità di propagazione a elevato potere distruttivo.

In un simile quadro, l’attività di monitoraggio degli organismi preposti alla difesa del territorio è una delle poche possibili azioni a contrasto di tali fenomeni. In quest’ottica diventa più che mai necessaria l’acquisizione dei cosiddetti “big data”, che grazie all’impiego di modelli predittivi implementati a scala territoriale in piattaforme di monitoraggio in tempo reale, adeguatamente comparati, restituiscano un quadro chiaro di pericolosità e rischio legati all’innesco e associabili al fattore di sicurezza dei terreni.

Contemporaneamente, grazie alla struttura robusta, scientificamente basata e consolidata della modellazione teorica messa a punto dalla Prof. Lorella Montrasio, ampiamente applicata dal suo gruppo di ricerca "Unipr" sul territorio nazionale, diverrà possibile tener conto del contributo di interventi naturalistici, al fine di intervenire nella mitigazione dei rischi di innesco di soil-slip e nel rafforzamento dei pendii.

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