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De Bello Padano, giorno 5: la cultura modenese invade le scuole

Nuove iniziative dell'assessorato all'istruzione per "convertire" i giovani delle colonie reggiane che procedono. Allo stesso tempo, avviato un progetto per favorire l'assimilazione della Dottrina geminiana

L'istruzione è l'arma più forte. Lo sa bene il celeste Governo modenese che, da quando ha avviato l'opera di occupazione ed evangelizzazione delle terre della fu provincia di Reggio Emilia, ha attuato nelle scuole oltre-secchia progetti educativi altamente innovativi: tutti gli studenti di età compresa fra i 3 e i 19 anni dovranno effettuare diciassettordici sedute alla settimana dal logopedista per rimuovere quell'insostenibile difetto di pronuncia da individuare nella "e" aperta tipicamente reggiana e imporre lo squisito accento modenese. Non solo: a giovani e famiglie, gli insegnanti, tutti scelti dall'assessorato alla Dottrina, sono stati distribuiti fogli di carta vetrata per ridurre le spigolosità delle loro teste. "Per i casi più difficili - ha spiegato un alto dirigente - abbiamo reso obbligatorie visite periodiche nei negozi di bricolage per trattamenti al flessibile".

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